di Giuseppe Carroccia—-
Il 3 ottobre a Roma è morto a 67 anni per un melanoma il compagno Stefano Zolea. Difficile a chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo e lavorarci assieme spiegare le caratteristiche politiche e umane, i suoi grandi pregi, le sue innumerevoli attività.
Laureato in biologia a Roma, dove era nato, è stato consulente e dirigente di innumerevoli società pubbliche che lo cercavano per la sua professionalità e competenza, per la sua assoluta onestà personale che trasferiva non senza scontri alle società che lo sceglievano come dirigente. Apprezzato, rispettato e temuto dagli avversari che lo descrivevano come un Toquemada, era una garanzia assoluta di buon governo e buona amministrazione, un comunista di altri tempi, rosso e esperto. Cofferati da sindaco di Bologna, quando si trovò a salvare la società dell’energia Hera(ex Seabo), dichiarò pubblicamente ed esplicitamente: solo Zolea può essere all’altezza di questo cimento.
Militante di Rifondazione Comunista, per un breve periodo anche nella segreteria della Federazione romana, veniva chiamato e consultato continuamente dai nostri amministratori, soprattutto per le questioni che riguardavano il mantenimento del carattere pubblico delle municipalizzate. Insomma uno dei nemici numero uno delle privatizzazioni.
Tra le tante fu decisiva la sua competenza per sventare il tentativo di lottizzare e quindi privatizzare il trasporto regionale del Lazio; fu suo l’intervento che smontò sul piano legale e normativo le motivazioni dei privatizzatori al convegno che il nostro Comitato Regionale organizzò nel 2005, Il Treno dei desideri. Collaborò anche, insieme a compagni ispettori del lavoro, al tentativo, promosso dai circoli dei ferrovieri di Rifondazione, di scrivere un Codice del ferro sulla falsariga di quello della strada per garantire la sicurezza del trasporto ferroviario.
Tantissime altre vicende lo videro protagonista in quegli anni. Ci si potrebbe e dovrebbe scrivere un libro o, come forse preferirebbe lui, un dossier.
Anche il suo antifascismo era caratterizzato da una profonda conoscenza della galassia neo fascista, dei legami di questa con la criminalità e le varie articolazioni del potere che annodavano in un cappio soffocante la democrazia italiana e la società romana. Sapeva sciogliere quei nodi con pazienza e competenza. Era una di quelle rare intelligenze che della foresta sapeva cogliere contemporaneamente lo stormire di una foglia, il quadro complessivo visto dall’alto e da tutti i lati, l’assassino nascosto dietro l’albero che stava per sparare, la coppietta che si baciava sotto una siepe. E mettere tutto in ordine e secondo una legnosa logica di priorità: bastonare il fascismo.
Un impegno che non trascurava nessun aspetto della lotta antifascista come denunciare ogni manifestazione di apologia di reato, come previsto dalla Dodicesima disposizione e dal codice penale. Girava con la moto i commissariati di Roma per farsi verbalizzare le denunce e costringere quindi i commissariati a aprire il fascicolo di indagine. Era diventato la Bestia Rossa per alcune organizzazioni neofasciste molto attive allora, in particolare Militia Christi.
Molti di noi che lo hanno avuto come collaboratore per questioni di tesoreria hanno anche potuto apprezzare il modo con cui saggiava nei compagni una delle principali virtù rivoluzionarie: la pazienza.
Era infatti capace di denunciare e autodenunciarsi anche per un ammanco di qualche euro, di pochi centesimi. Che andavano comunque restituiti e verbalizzati.
Ma non era una mania. Era la reazione cocciuta e determinata a combattere alcuni dei mali profondi della società italiana: la corruzione, il clientelismo e la superficialità.
In lui la questione morale non era solo una questione politica, ma storica.
Una questione personale.
L’ultimo saluto per portare la nostra solidarietà alla moglie Stefania e ai figli Sirio e Riccardo, entrambi in periodi diversi coordinatori dei Giovani Comunisti Romani,
Giovedì 8 ottobre alle ore 15, presso la Basilica di San Giuseppe al Trionfale, via Bernardino Telesio 4/b vicino alla nostra Federazione.
