di Daniela Alessandri—-

Roma ha ospitato gli ‘Stati Generali contro l’ Iperturismo”, un evento che ha visto la partecipazione di cittadini e  associazioni per discutere l’emergenza di un turismo senza controllo, che sta trasformando profondamente non solo la capitale, ma anche altre città italiane come Venezia e Firenze. Durante l’incontro, è emersa la necessità di ripristinare un equilibrio tra vivibilità dei residenti e fruizione turistica, promuovendo modelli sostenibili che preservino l’identità e l’integrità dei quartieri storici.

Un effetto diretto dell’ iperturismo, ad esempio, è la conversione delle abitazioni in case vacanza e  b&b,  incentivata dall’assenza di regolamentazioni efficaci, che controllino la crescita  delle piattaforme di affitti brevi. Questo cambiamento ha portato a un aumento della pressione immobiliare, espellendo i residenti e riducendo le opportunità di locazione a lungo termine

La  proliferazione degli affitti brevi aggrava la crisi abitativa, spingendo fuori i residenti a causa dell’impennata dei prezzi immobiliari, questione che si estende anche alle periferie come ha ricordato Sara Fiordaliso di “Nonna Roma”.

Ugo Quinzi (Tutela Utenti Trasporto Pubblico)  ha introdotto il tema della mobilità e della necessità di un piano di gestione dei trasporti turistici, per evitare l’eccessivo affollamento dei bus turistici parcheggiati ovunque, ad intralcio della normale mobilità dei cittadini. Roberto Tomassi ha criticato l’occupazione permanente dello spazio pubblico da parte di dehors non regolamentati.

Da Fiumicino, la rete di associazioni “Tavoli del Porto” ha criticato il progetto di costruzione di un nuovo attracco per grandi navi, temendo un impatto ambientale negativo simile a quello di Venezia: progetto che poi impatterebbe in modo drammatico su tutti gli equilibri di contesto (ambiente, viabilità/trasporti, energia, ecc)

L’incontro ha mostrato che soluzioni sostenibili sono possibili, e i partecipanti hanno confermato la volontà di continuare a lavorare insieme per salvaguardare la vivibilità di un territorio, quello romano, minacciato profondamente da una mancanza di regole che lascia spazio incontrollato alla speculazione.

Questo incontro ha raggiunto il suo obiettivo primario: non solo denunciare il problema dell’ iperturismo, ma unire le forze di chi non si rassegna a subirlo!

La città non è una merce!