di Giuseppe Carroccia—-
Sabato e domenica si sono svolte due importanti e riuscite iniziative in sostegno della Global Sumud Flotilla come sta succedendo in tutte le città d’Italia e del mondo. In particolare in Italia dopo la straordinaria manifestazione a Genova trascinata dai Portuali del Calp.
Sabato 6 settembre Piazza del Campidoglio piena con un migliaio di manifestanti per il presidio promossa dalla Cgil Fermiamo la barbarie.
L’Anpi provinciale ha portato una enorme bandiera della Pace sulla quale navigavano tante piccole barche di carta con i colori della Palestina. Rifondazione Comunista sotto il Marcaurelio a cavallo con le bandiere e lo striscione Stop Genocidio.
Tanti gli interventi delle Associazioni e delle forze sindacali. Youssuf Salman della Comunità palestinese di Roma e del Lazio con un lucido e commosso intervento ha chiarito tutti i termini della questione. “Il popolo palestinese è sottoposto a un genocidio, vive sotto le bombe, ma continuerà a resistere, non se ne andrà dalla propria terra e dalle proprie case. Abbiamo resistito 76 anni continueremo a farlo. Non è vero che è un conflitto religioso, ma politico. L’imperialismo statunitense usa Israele e i sionisti per controllare il medio oriente e le sue risorse. Abbiamo vissuto per secoli insieme agli Ebrei e vogliamo continuare a farlo, ma l’occupazione deve finire e vanno rispettate le risoluzioni dell’Onu e la legalità internazionale. La Resistenza è legittima, useremo tutti i mezzi come avete fatto voi italiani per liberarvi dell’occupazione nazifascista. Anche il nostro eroico popolo avrà il suo giorno della Liberazione, il nostro 25 aprile”
La rappresentante de’ liberi cittadini per Gaza nel suo intervento ha posto una serie di domande al sindaco Gualtieri per il silenzio dell’amministrazione comunale
in questi anni. Gualtieri nel suo breve intervento scritto è stato molto generico e non ha preso impegni precisi, per questo è stato anche contestato.
Venerdì’ prossimo la Rete antisionista ha organizzato un altro presidio davanti al Campidoglio per chiedere che il comune di Roma rompa le collaborazioni con Israele; in particolare Acea e Farmacap con i farmaci Teva come chiedono anche le organizzazioni sindacali del settore.
In Consiglio comunale giace una mozione che chiede che la Città di Roma riconosca lo stato palestinese. Sarebbe un fatto politicamente e simbolicamente rilevante. Un messaggio al mondo dalla città eterna, splendida quando all’imbrunire è partito spontaneamente un corteo verso il Colosseo illuminato dal tramonto arancione e da una luna rossa per l’eclissi.
Domenica 7 alle 19 è partito un corteo che da piazza Vittorio ha raggiunto alle 22 Porta San Paolo. Un fiume di giovani e giovanissimi mobilitati dalla Global Sumud Flotilla che ha sfilato compatto e determinato. “Siamo tutti antisionisti” lo slogan più urlato dagli oltre 30 mila manifestanti.
Alla Piramide in collegamento con un rappresentante della Flotilla si sono riannodati i contenuti e le tante difficoltà di questa coraggiosa e importante missione umanitaria. Parole chiare negli interventi contro il genocidio, il sionismo, la complicità dei governi occidentali.
I popoli invece sempre più si stanno schierando.
E’ ora di mettere in campo la forza della classe lavoratrice, degli studenti, attraverso il boicottaggio delle aziende che sostengono Israele e la costruzione dello Sciopero generale.
Dal 10 al 13 settembre Presidio permanente davanti alla sede della Leonardo contro la produzione e il commercio delle armi.
La mobilitazione in città continuerà a crescere e anche la discussione e l’organizzazione delle iniziative.
Dal 10 al 14 alla città dell’Altra economia si svolgerà il Festival Falestin ogni anno sempre più ricco di dibattiti, libri, balli, musica, iniziative culturali per far conoscere e diffondere la cultura palestinese.
Per questo anche nell’isolamento internazionale in cui sono costretti a resistere, ce la faranno. La cultura popolare costruisce solidarietà e forza. I popoli si capiscano al volo, anche se parlano lingue diverse, come fanno i marinai a cavallo delle loro navi.
