di Roberta Cecili—-

Continuano a Roma le occupazioni di stabili liberi da parte dei senza casa. L’ultima in ordine di tempo riguarda la comunità “latina” che, in stretto ordine cronologico, viene prima sgomberata dall’ex hotel di Cinecittà, trova sistemazione in un altro hotel dismesso, quello di Via Silicella a Torre Maura dove viene sgomberata di nuovo per occupare l’hotel Petra alla Romanina.

In una guerra senza fine tra coloro che occupano e coloro che sgomberano i dati, secondo il Piano sgomberi del 2022 dell’allora Prefetto Piantedosi (oggi Ministro) sono sempre più sconfortanti: 71 edifici risultano vuoti ma indisponibili e di questi 26 sono nella black list ossia da “sgomberare urgentemente”. Tra questi 26 risultano anche occupazioni consolidate da tempo, come quella dello Spin Time ma anche quella di Casa Pound. Inoltre si rilevano 150 abitazioni ATER e ERP occupate da senza titolo.

Che gli ultimi occupanti ad aver catturato l’attenzione morbosa dei mass media siano gli appartenenti alla comunità dei “latinos”, poco importa e poco cambia. Le intenzioni della Prefettura sono quelle di sgomberare tutto ciò che si può e di evitare nuove occupazioni, dando disposizione alle forze dell’ordine di eseguire gli sfratti.

Dunque il panorama di coloro che vagano per la Città Eterna (soprattutto) alla ricerca di una sistemazione si fa sempre più drammatico mentre le operazioni di ricollocazione in alloggi alternativi vanno a rilento vista la carenza di questi. Cosa rimane da fare allora? La domanda è talmente banale che non può non prevedere un altrettanto banale risposta: utilizzare gli edifici liberi e disponibili, lo prevede anche il Piano casa di Gualtieri del 2023 che, come abbiamo già detto in altri articoli, resta inattuato quasi completamente.

Si preferisce quindi continuare una lotta tra occupanti e forze dell’ordine che non risolve ma crea situazioni di disagio enormi, coinvolgendo anche minori, invece di mettere in atto una soluzione che è assolutamente praticabile. Non v’è dubbio che la scelta “politica” degli sgomberi a tutto campo si fa forte anche del decreto sicurezza varato dal governo Meloni, che prevede il nuovo reato di occupazione abusiva, ma così facendo si otterrà solamente una recrudescenza del conflitto. E’ altresì chiaro ed evidente che il disagio sociale che la mancanza di avere un tetto sulla testa genera determina anche un maggior numero di reati da parte dei soggetti coinvolti, ragion per cui la soluzione del problema “casa” porterebbe anche beneficio al fenomeno (fortemente in ascesa) della delinquenza urbana che in moltissimi casi coinvolge proprio quella parte di popolazione che risente maggiormente dell’esclusione sociale.

 “No alla prevaricazione violenta, si alla cura delle fragilità sociali attraverso i canali formali preposti” dichiara Francesco Carpano, consigliere comunale di Forza Italia, e noi non possiamo che concordare ricordando, però, che l’unica violenza finora dimostrata è quella delle istituzioni che non attivando i canali formali previsti hanno generato  situazioni di vita insostenibili che necessariamente determinano, da parte dei senza casa, di risolvere questa condizione o motu proprio, nel migliore dei casi, o diventando vittime di meccanismi di racket nel peggiore.