di Daniela Alessandri—-
Caro sindaco Gualtieri,
lei ci annuncia con entusiasmo che “tra cinque anni potremo fare il bagno nel Tevere”. È questa la notizia con cui ha scelto di stupire la stampa internazionale. Una promessa d’effetto, da vetrina, che fa immagine! Ma intanto i romani ogni giorno sono costretti a fare i conti con una città che diventa sempre più invivibile.
I problemi non stanno nei tuffi nel fiume, ma nella vita quotidiana. Trasporti che non funzionano: autobus che non passano, metro che si fermano, tempi di attesa infiniti. Ogni giornata si trasforma in un’odissea solo per andare a lavorare, a scuola, a una visita medica. È qui che servono investimenti immediati, non nei rendering da Expo.
Traffico ingestibile e smog insopportabile: Roma è paralizzata, e non c’è un piano serio di mobilità sostenibile. Si continua a inseguire l’emergenza, senza affrontare davvero la questione.
Casa e affitti: i prezzi salgono alle stelle, migliaia di famiglie sono strangolate. Interi quartieri vengono svuotati dai residenti e trasformati in dormitori per turisti. Intanto l’edilizia residenziale pubblica resta ferma: alloggi ERP abbandonati, ristrutturazioni che non partono, nessun piano ambizioso per garantire il diritto all’abitare.
Iperturismo: Roma è diventata una cartolina invasa, non una città da vivere. I servizi per chi ci abita diminuiscono, la vita sociale dei quartieri viene stritolata dalla rendita turistica, la città si piega ai flussi di massa.
Ecco le priorità, sindaco: mobilità, casa, welfare urbano, qualità della vita., per citarne solo qualcuna! Se davvero vuole un tavolo interistituzionale, lo apra su questi temi.
Perché il Tevere pulito e balneabile può anche essere un obiettivo simbolico, ma mentre si rincorrono i sogni da copertina, i cittadini annaspano ogni giorno in una realtà molto meno patinata.
Roma non ha bisogno di tuffi nel fiume: ha bisogno di respirare, di muoversi, di abitare. Ha bisogno di giustizia sociale, non di spot.
E allora, sindaco, ci dica: a quando autobus puntuali, case accessibili, quartieri vivibili, un piano per una mobilità efficace e sostenibile, ecc ecc … invece del bagno nel Tevere?
