di Roberta Cecili—-
2013: il numero delle edicole romane era di circa 1000
2023: il numero delle edicole romane era di circa 500
La metà in dieci anni!
Sono numeri importanti che indicano come la crisi perdurante dell’editoria, dovuta sicuramente all’ascesa di Internet, abbia colpito quelle che erano (e rimangono) i presidi editoriali, e culturali, di prossimità.
Ma non solo questo. Le edicole hanno sempre rappresentato il luogo dove il cittadino trovava non solo il suo “quotidiano” di riferimento ma anche “materiale di discussione” con le altre persone del suo quartiere. Se pensiamo che il nome deriva dal latino “aedicŭla” (diminutivo di aedes che vuol dire “tempio”) possiamo spiegarci come questi “tempietti” su strada abbiano significato il luogo fondamentale dove acquistare, a prezzo calmierato, informazione e cultura per poi usufruirne durante i tempi di viaggio verso il lavoro o la scuola. Insomma quello che oggi si direbbe un presidio fondamentale carico anche di una potenza suggestiva con tutto quell’insieme di giornali, riviste (più o meno patinate), fumetti, ecc. ecc. che costituisce (ancora oggi) il suo arredo!
La mia edicola era proprio sotto casa, pochi passi dall’autobus che mi portava alla metro, e il rito mattutino dell’acquisto del giornale preferito era, anche per me, imprescindibile. Sfogliare il giornale dentro gli spazi ristretti della metropolitana, il rumore della carta, la lettura che catturava la nostra attenzione, i commenti rispetto gli ultimi fatti erano questi i riti quotidiani che ci hanno accompagnato per tanti e tanti anni, permettendoci di crescere e sviluppare una capacità critica.
Poi arriva Internet, e tutto cambia. Ora, premetto che ho sempre considerato la “rete” uno strumento importante per allargare la conoscenza e far viaggiare le idee, questo ha comunque significato che ne facessero le spese i luoghi fisici, pagando un dazio enorme.
Sicuramente è molto più agile fruire di un giornale on line a casa propria davanti al caffè, ma si perde molto in termini di vita di quartiere, di socializzazione, di condivisione. I luoghi nella città sono importanti perché permettono di “viversi”, di essere collegati, connessi in parole attuali, e la loro perdita è un danno enorme. Purtroppo la crisi delle edicole, come le abbiamo viste e vissute, sembra irreversibile, con tutto il danno anche economico (soprattutto per chi ci lavora) che questo sta comportando, ma altri Paesi che vivono la stessa situazione hanno iniziato un’opera di riqualificazione delle edicole che sta dando buoni risultati e che a Milano e Roma stanno provando, con difficoltà, a copiare. Ecco quindi che le edicole possono diventare piccoli luoghi dove fare mostre di arte cittadina, o dove presentare iniziative culturali, o essere appendici dei musei vicini, o mini succursali dei Municipi. Proprio in questo senso dobbiamo registrare che dal 2019 ben 43 edicole romane hanno aderito all’iniziativa del Comune di Roma che consente ai cittadini di ritirare, presso le stesse, i certificati anagrafici, come fossero, appunto, delle succursali dei Municipi, a dimostrazione che basta solo farsi venire delle idee per rimettere in gioco questi piccoli, ma fondamentali, luoghi sparsi per la città.
Si può far convivere tranquillamente le edicole anche con tutto quello che l’uso della “rete” ha comportato, se solo si vuole, in un progetto che le connetta con un mondo che è sicuramente cambiato ma dove lo spazio per i luoghi di prossimità ad uso dei cittadini deve essere preservato e rispetto al quale è necessario che le istituzioni facciano un investimento.
In tutto questo il Comune di Roma ad aprile 2025 ha approvato, all’interno del Piano per il Commercio 2025, un progetto chiamato “piano salva edicole” che, pur aprendo alla valorizzazione delle edicole residue e prevedendo sia progetti di delocalizzazione che di indennizzo, non ci sembra vada nella direzione di cui abbiamo detto, visto che non è ancora partita la fase di attuazione e i cui tempi sembrano essere ancora molto lunghi.
Nel frattempo le edicole……continuano a chiudere e noi a perdere un patrimonio della città!
