di Loredana Fraleone—-
L’industria bellica è quella che cresce di più in Italia e nel mondo, usufruendo delle guerre che invece di esaurirsi aumentano nel numero e nell’uso di armi sempre più sofisticate. Giova anche il terrorismo che, particolarmente tra i popoli europei, gli stati dell’UE stanno diffondendo, per giustificare il riarmo e la contestuale distruzione dei diritti. In pochi anni la produzione italiana di armi è aumentata del 86% delle esportazioni. Nel Lazio si trova una significativa presenza di multinazionali che producono armamenti e alimentano anche la presenza di numerose aziende dell’indotto. Capofila è la Leonardo Spa, di cui non si conosce esattamente la produzione, a causa del segreto militare. La sua attività insieme a quella di Fincantieri è presente nella cosiddetta “Tiburtina Valley”, a Colleferro, Frosinone, Cisterna di Latina, in zone già fortemente compromesse sul terreno ambientale, dove le lavorazioni degli armamenti, che prevedono l’uso di grandi quantità di sostanze chimiche, non fanno che aggiungere danni all’ambiente.
Tra le 100 imprese, che producono armi, la Leonardo si trova al 13° posto, mentre Fincantieri al 47°. I loro profitti sono schizzati in alto e destinati ad aumentare, secondo le previsioni, Leonardo Spa dovrebbe aumentare i ricavi del 15,2% fino al 2029, con congrua distribuzione per gli azionisti.
La giunta regionale del Lazio, che non mostra alcuna propensione pacifista e non proferisce parola rispetto al genocidio in atto a Gaza, si pone addirittura il problema di rafforzare e sostenere la Leonardo, in particolare nel settore aerospaziale, come emerso chiaramente in un convegno – incontro di giusto un anno fa: «Il comparto aerospaziale è una realtà strategica per l’economia del nostro territorio. Nel Lazio hanno sede, infatti, le principali aziende e istituzioni attive in questo specifico settore e nella difesa. Questa nuova collaborazione con un operatore di livello internazionale come Leonardo conferma il nostro costante impegno nel sostenere la composita filiera delle realtà produttive aerospaziali, coinvolgendo nel programma di ricerca e sviluppo altri settori della produzione, mettendo in rete le migliori realtà locali, con l’obiettivo di sviluppare innovazione in diversi ambiti di applicazione», ha dichiarato Roberta Angelilli, vicepresidente e assessore all’Industria, Sviluppo economico, Commercio, Artigianato, Internazionalizzazione della Regione Lazio.
(n.b. Con il costo di un elicottero, quante ambulanze si potrebbero comprare, quanto personale sanitario assumere?)
