di Giorgio Demurtas—-

È iniziato oggi davanti alla corte d’Assise di Latina il processo per la morte di Satnam Singh, il bracciante indiano deceduto nelle campagne dell’Agro Pontino in seguito a un incidente avvenuto il 17 giugno 2024, nel campo dove lavorava. Il padrone di Satnam deve rispondere del reato di omicidio volontario con dolo eventuale. Satnam era rimasto agganciato a un rullo trainato da un trattore, che gli tranciò il braccio destro e schiacciò gli arti inferiori. Dopo l’incidente l’uomo fu portato a casa e l’arto tranciato era stato buttato sopra una cassetta utilizzata per la raccolta degli ortaggi…

“… Poi ti ha coperto il viso
La giacca del padrone che ti ha ucciso
Ti hanno nascosto subito
Eri per loro ormai da buttar via…”

Così cantava Paolo Pietrangeli nella sua canzone “Uguaglianza”, pubblicata nel 1969, per denunciare le morti sul lavoro. 

L’efficacia della prevenzione sul lavoro dipende dal corretto funzionamento del sistema preventivo/ispettivo, che dovrebbe bilanciare il rispetto delle normative con l’efficacia del controllo sul campo. Nel tempo, il controllo sull’attuazione delle norme è stato influenzato da continui cambiamenti legislativi e politiche di riduzione dei costi, favorendo un sistema che ha messo in secondo piano la sicurezza dei lavoratori. Ad esempio, la legge 10 dicembre 2014, n. 183 ha trasferito le funzioni di controllo da enti come INPS e INAIL all’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Questa centralizzazione ha avuto gravi conseguenze sulla capacità di garantire la sicurezza, soprattutto nei settori ad alto rischio, come i subappalti così le morti sul lavoro sono aumentate, e le proteste dei lavoratori hanno sollevato il bisogno di rivedere le politiche di prevenzione.

Nel marzo 2024, il decreto legge n. 19 ha reintrodotto l’ispettorato all’interno di INPS e INAIL, puntando a un controllo più incisivo. È stato dimostrato che esiste una correlazione tra il numero di ispezioni e la riduzione degli incidenti. Nel 2018, l’indice di mortalità sul lavoro era dello 0,9%, mentre nel 2023, con un aumento degli ispettori e delle ispezioni, l’indice è salito all’1,60%. Ma, nonostante l’incremento degli ispettori, le ispezioni per ispettore sono diminuite del 46,87%, mentre la mortalità è calata solo del 19,43%, anche se nel 2024 sembra la situazione stia migliorando. Questo dimostra che, seppur il numero degli ispettori sia aumentato, la loro efficienza è scesa, e i controlli sono insufficienti.

Anche nel Lazio la situazione non è migliore. Secondo il rapporto sull’attività di vigilanza 2023, nonostante l’assunzione di nuovo personale ispettivo, le ispezioni sono diminuite: nel 2021 sono state 65.685, mentre nel 2022 sono scese a 63.571. Questi dati suggeriscono una grave inefficienza organizzativa del sistema ispettivo, che nonostante l’aumento del personale, non ha prodotto risultati sufficienti. Per il 2025 è previsto un concorso per nuovi assunti, ma la formazione richiederà tempo, sollevando dubbi sulla capacità di risolvere rapidamente i problemi di vigilanza.

Un altro aspetto critico riguarda le ASL e il loro ruolo nella prevenzione e vigilanza. Negli ultimi anni, le ASL si sono concentrate più sull’assistenza alle imprese, trascurando la vigilanza sui luoghi di lavoro. Il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 evidenzia questo cambiamento di priorità, con un passaggio da un rapporto 90/10 tra vigilanza e assistenza, a circa 70/30, e in alcune ASL addirittura 60/40 come ci ha riferito un dirigente del Dipartimento di Prevenzione. Questo ha sottratto risorse fondamentali – già scarse -alla prevenzione sul campo e ha reso ancora più difficile garantire la sicurezza dei lavoratori.

La crisi della Sanità Pubblica e le modifiche recenti al Decreto Legislativo 81/2008 hanno ulteriormente marginalizzato la sicurezza sul lavoro. L’approccio prevalente separa la vigilanza dalla prevenzione, indebolendo il ruolo delle ASL nella protezione dei lavoratori. Inoltre, la centralità del Ministero della Salute nella prevenzione degli infortuni è venuta meno, riducendo il concetto di “lavoro come determinante sociale della salute”.

Il contrasto agli appalti selvaggi, che espongono i lavoratori a rischi elevati, dovrebbe essere una priorità, così come il miglioramento delle condizioni di lavoro. La politica dovrebbe rispondere a questa emergenza con soluzioni concrete. In questo contesto, la tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale (IA), potrebbe svolgere un ruolo significativo. Utilizzata strategicamente, l’IA potrebbe contribuire a ridurre l’orario e i carichi di lavoro, abbassando così il numero di incidenti, anziché condannare i lavoratori alla disoccupazione, come accade in alcuni settori, come la logistica.

Il sistema di prevenzione e vigilanza sul lavoro sembra essere un meccanismo fallito, incapace di fermare questa tragedia quotidiana. Nonostante l’espansione delle competenze, le risorse e le priorità non sono adeguatamente riviste. La sicurezza e la salute dei lavoratori restano una questione urgente, che richiede risposte concrete.