La Redazione—-

A fronte di strutture carcerarie, presenti nel Lazio, che possono ospitare 5.282 detenuti, ve ne sono 6.732, ossia ben 1450 in più del limite stabilito e superiore alla media nazionale. Questo vuol dire che esiste un notevole sovraffollamento, con tutti i problemi che questo comporta, a partire dai suicidi sempre più diffusi. Regina Coeli è il carcere con il primato del numero di suicidi in Italia con 15 casi tra il 2020 e il febbraio 2025. Difficile prevenire i suicidi, stante anche la grave carenza di personale, che si attesta nei penitenziari laziali intorno al 27%, mentre Rebibbia raggiunge addirittura una carenza del 31, 59%.

A una situazione così precaria, si aggiunge la condizione di circa il 30,8% di detenuti in attesa di giudizio, a causa delle lentezze di un sistema giudiziario ugualmente colpito da carenze di personale.

E’ chiaro che, a fronte di una situazione così deprivata dell’essenziale, è difficile garantire ai detenuti le attività ricreative e di recupero che potrebbero rendere la detenzione davvero utile per un reinserimento nella società, senza gettarli in una condizione di depressione e disperazione.