di Maurizio Messina—-

Luned’ 17 nell’aula consiliare del Municipio 9 si è svolta l’assemblea di costituzione del comitato referendario, organizzata dalla CGIL. Erano presenti anche la sezione ANPI territoriale, alcuni consiglieri e assessori municipali, l’Unione Inquilini, partiti di sinistra e il Pd.

 E’ stato sottolineato che il comitato non sarà solo della CGIL, ma dentro dovranno starci tutti e che in prospettiva sarebbe utile averne più di uno nel municipio per arrivare meglio nei quartieri. L’estensione del municipio è grande e sarà impegnativo arrivare ovunque. Per questo motivo sarà necessario costituire nuclei in ognuno dei 48 quartieri  che lo compongono. Poi sarà cura della CGIL costituire comitati sui posti di lavoro.

 Il Comitato locale contro l’Autonomia Differenziata, che durante l’estate ha raccolto le firme sul referendum poi bocciato, si trasla direttamente nel nuovo comitato, portando con sé esperienza e capacità.

 La discussione è stata positiva, anche se a volte un po’ retorica. Fra gli altri interventi è stato ricordato chi era al governo quando il parlamento ha approvato la sciagurata legge sul Jobs Act: il sig. Renzi, allora del PD. E la scarsa opposizione della CGIL di allora, a guida Camusso, che non volle organizzare una campagna seria di opposizione, mentre invece nel 2003 la CGIL portò in piazza 3 milioni di lavoratori contro la proposta  del governo Berlusconi, che dovette ritirare la manovra contro lo Statuto dei lavoratori. Ed è anche stato sottolineato che il Jobs Act è parte integrante della politica neo liberista, secondo cui i lavoratori sono solo merce da comprare e vendere.

Un buon risultato sui referendum rimetterebbe al centro il lavoro e i diritti, cancellando le scelte scellerate del passato. E questo dovrà essere uno degli argomenti da usare in campagna elettorale, assieme ad una buona forma di comunicazione.

 I prossimi passi saranno alcuni approfondimenti tematici in ambito formativo e poi tutti in strada con il materiale che sarà messo a disposizione.