di Maurizio Messina—-

Il nuovo stadio della Roma a Pietralata sarà un investimento di quasi un miliardo di euro per una “struttura ecologica, sostenibile e all’avanguardia, un’eccellenza mondiale” – ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri, che il 24 luglio, in Campidoglio, ha incontrato i vertici della società giallorossa, Ryan Friedkin e Lina Souloukou.

“Siamo contenti che l’investimento sia aumentato – ha aggiunto il sindaco – il progetto ci ha sorpreso per la sua unicità e per come si integra con le caratteristiche storiche della città”. Anche Ryan Friedkin si è mostrato emozionato, dichiarando: “Siamo molto entusiasti di questo progetto, è di grande importanza per la città”.

Noi invece, da cittadini che vivono le mille difficoltà di una città senza pianificazione, vogliamo fare un’ analisi concreta della situazione concreta e non metterla su una questione passionale, di tifo e di amore per la nostra squadra.

Un accordo fra il sindaco Gualtieri  e un capitalista “gringo” (ma poteva essere anche arabo o cinese) per  far arricchire il secondo (il capitalista), che interesse porta al proletariato, ai cittadini che vivono, lavorano e si spostano quotidianamente nella città? Niente.

Qui stiamo parlando di un Ente pubblico (il Comune di Roma)  che aiuta un capitalista a fare soldi attraverso il calcio, avendone scarsi ritorni, se non quelli politici, cioè accaparrarsi il voto dei tifosi ciechi e scarsamente ragionanti.

Altrimenti perché il “compagno” Marino e la signora Raggi volevano rovesciare 1 milione di metri cubi   di cemento in un’ansa verde del Tevere? Questo è il primo passaggio.

Il secondo è che un progetto così, calato su un territorio dove sono già previsti insediamenti diversi e dove lo spazio è risicato, rischia di intasare o, meglio, far esplodere la zona.

Terzo. Lì accanto c’è un ospedale, non so se lo conoscete: è il Pertini!  Cosa pensate che succederebbe ad un’ambulanza che deve entrare, prima durante o dopo una partita? Stiamo parlando di decine di migliaia di persone e migliaia di veicoli.

Ultima riflessione, che lascio a voi. Ma se invece di fare le pecore dietro al pastore miliardario di turno i cittadini che hanno a cuore la città, il PRC come partito che cerca di tutelarli,  intraprendessero  la strada giusta ed il coraggio di fare scelte coraggiose, non pensate che alla fine ne avremmo, come comunità, tutti dei  benefici?

Su Tor di Valle lo stesso PRC, Federazione di Roma  (e gli altri circoli) ha per lo più taciuto, lasciando da  solo il circolo di zona territoriale, che comunque è riuscito a vincere la battaglia, aggregando anche numerosi tifosi romanisti che hanno capito che dietro c’era la truffa. E il tribunale lo ha sancito con le condanne.

Lo sport in quanto tale non esiste più. È solo una macchina per fare soldi. E noi da che parte vogliamo stare?