Comitato cittadini per la trasparenza e la tutela dell’area ex-Mercati Generali—-

DOCUMENTO DI PROTESTA CIVICA – PROGETTO EX MERCATI GENERALI DI ROMA PREMESSA

Il Comitato dei cittadini del Municipio VIII, riunitosi in assemblea straordinaria, esprime profonda preoccupazione per l’annuncio del Sindaco Roberto Gualtieri relativo alla firma della nuova Convenzione urbanistica con le società “SVILUPPO CENTRO OSTIENSE SRL”, e “HINES EX MERCATI GENERALI ASSOCIATES LLC”, annunciata per il 10 novembre 2025.

Dopo oltre vent’anni di iter, il progetto dei Mercati Generali, nato come ‘Città dei Giovani’, appare oggi trasformato in una grande operazione immobiliare privata, incentrata su uno studentato di lusso e su funzioni commerciali, a fronte di benefici pubblici sempre più ridotti e indefiniti. Il progetto interessa un’area in centro storico ed è destinato ad avere un enorme impatto sui quartieri del quadrante Sud e su un territorio densamente popolato e privo di aree verdi.

PRINCIPALI CRITICITÀ

CESSIONE DI UN BENE PUBBLICO PER 60 ANNI. L’area resta formalmente del Comune, ma viene concessa a un privato per sei decenni, senza clausole di revisione periodica. È inaccettabile che un bene pubblico venga sottratto al controllo cittadino per due generazioni.

LA MODIFICAZIONE SOSTANZIALE DEL PROGETTO. Il nuovo progetto modifica in maniera sostanziale le funzioni previste nel bando di gara per la ‘Città dei Giovani’ e nel primo progetto approvato. Questo richiederebbe un nuovo affidamento, anziché la ‘revivescenza’ di una convenzione, non pubblica, firmata il 14 novembre 2006 che ora si intende integrare.

PUBBLICO INTERESSE DEBOLE E NON VERIFICATO. La ‘pubblica utilità’ è basata sulla costruzione di opere perlopiù a uso privato, non sulla loro fruizione reale. Non esiste un piano economico per la gestione di biblioteca, mediateca e aree verdi: non è chiaro chi pagherà i costi di manutenzione ed è dunque difficile capire quale sia il beneficio pubblico e la motivazione della concessione stessa.

SPECULAZIONE E RENDITA PRIVATA. Lo studentato occupa oltre il 60% della superficie utile e garantisce al concessionario ricavi di oltre 21 milioni di euro l’anno, mentre il Comune incassa un canone irrisorio (165 mila euro annui), cifra non aggiornata che potrebbe configurare un danno erariale.

DEBOLEZZA DELLE GARANZIE. Hines potrà violare l’accordo con un risarcimento di un milione di euro, non dovuto se l’eventuale violazione “sia dovuta a causa non imputabile ad Hines” tra cui, si legge nell’atto d’obbligo, “eventi in grado di incidere sull’andamento del settore immobiliare o sulle transazioni finanziarie”, prefigurando potenzialmente le stesse condizioni di inadempienza che hanno bloccato la realizzazione delle opere fino a oggi.

MANCANZA DI TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE. I documenti fondamentali — il bando di gara e la prima convenzione — non sono accessibili. I cittadini NON sono stati coinvolti in modo adeguato. Se il concessionario è rimasto inadempiente dalla firma della prima convenzione nel 2006 con l’obiettivo di aggiornare l’opera alle condizioni di mercato per garantire la

remunerazione dell’investimento, oggi i cittadini hanno il diritto di riformulare il progetto con funzioni che rispondano alle esigenze del quartiere, anche in considerazione della necessità di fermare il consumo di suolo e di incrementare il verde urbano, come previsto dal vigente Regolamento Europeo 2024/1991 sul Ripristino della Natura.

CEMENTIFICAZIONE. Il progetto mortifica la componente ambientale dell’area e non prevede la rinaturalizzazione del tratto del fiume Almone oggi tombato. Manca una visione ecologica integrata, con verde permeabile e non di semplice arredo, visione che dovrebbe essere parte essenziale di ogni vera riqualificazione urbana.

RICHIESTE DEL COMITATO

  • Blocco della firma della Convenzione prevista per il 10 novembre 2025 e cancellazione della Convenzione.
  • Avvio di un confronto pubblico trasparente e partecipato per un nuovo progetto sull’area in grado di superare le criticità evidenziate.
  • Pubblicazione integrale di tutti i documenti (bando di gara, prima convenzione, convenzioni integrative).
  • Comitato di monitoraggio civico permanente, con poteri di accesso e verifica.
  • Chiarezza sulla gestione e sui costi delle funzioni pubbliche.

CONCLUSIONI

Il progetto degli ex Mercati Generali non può ridursi a una speculazione privata mascherata da riqualificazione a carattere sociale.

CHIEDIAMO AL SINDACO E ALLA GIUNTA DI BLOCCARE LA FIRMA DELLA CONVENZIONE, CANCELLARE LA CONVENZIONE STESSA E AVVIARE UN VERO PROCESSO DI CONFRONTO CON LA CITTÀ, AFFINCHÉ IL FUTURO DI UN’AREA PUBBLICA DI TALE VALORE NON SIA DECISO SENZA TRASPARENZA NÉ PARTECIPAZIONE.

La firma di domani non sarebbe un atto tecnico, ma una scelta politica sul destino di un bene comune.

COMITATO CITTADINI PER LA TRASPARENZA E LA TUTELA DELL’AREA EX MERCATI GENERALI – MUNICIPIO VIII

Roma, 9 novembre 2025