di Barbara Tamanti—-
Come si apprende dalle cronache di questi giorni, continuano i casi di truffa per ottenere certificati d’ invalidità e sostegni economici ai danni di enti pubblici e quindi della comunità intera, attraverso medici compiacenti che, per denaro, hanno concesso certificazioni false, allo scopo di ingannare l’ INPS per il rilascio di pensioni o indennità.
Sorvolando sulla grave mancanza di etica professionale, che sarebbe già di per sé sufficiente a indignare disabili e opinione pubblica, occorre sottolineare quale ingiusto meccanismo queste odiose pratiche innescano verso chi ha diritto e spesso si vede sminuire o peggio annullare fondi o servizi. In questo caso, “la teoria della coperta corta” calza a pennello, infatti dovendo rispondere a numeri tanto alti di richieste, l’Ente non può che andare in sofferenza, se indotto con l’inganno a rispondere a falsi pretendenti.
In questi giorni è venuta fuori una truffa nel Lazio, con il coinvolgimento di 4 medici di Roma e un titolare di un centro servizi di Albano, che erogavano false attestazioni. Su questo si sta indagando e si pensa che il fenomeno della vendita di certificati falsi sia molto più rilevante di quanto emerso finora.
C’è da considerare che in Italia stanno peggiorando le condizioni economiche di molti in modo grave, la difficoltà di trovare lavoro, in particolare per gli over 50, ma anche di chi ha un lavoro mal retribuito, e questo sta generando una vera e propria emergenza. Tanti cittadini sono sempre più disperati e cercano soluzioni anche nell’ illecito pur di andare avanti, sono disposti a tutto, anche per questo il picco di richieste all’INPS e agli Enti comunali con la richiesta di assegni o sostegni economici è spaventoso. Tutto questo genera una sfiducia nei cittadini che hanno realmente bisogni speciali e rischia di incrementare quella guerra tra poveri che fa tanto comodo a chi gestisce il potere e ai corrotti, come i medici arrestati a Roma, che sfruttano il potere di decidere chi deve avere un sostegno sociale e chi no.
