di Daniela Alessandri—-
Dal 2006, anno di inaugurazione della Nuova Fiera di Roma – progetto, ad oggi, molto criticato e di poco successo considerando anche che costruita in area paludosa e che almeno due padiglioni sono già sprofondati di 40 cm.) – l’area, e le cubature, della ex-Fiera di Roma sono state al centro di contrattazioni, lotte, progettazioni, idee e tentativi, da parte di alcuni comitati territoriali, di difendere l’area da quella che nasceva come una speculazione bella e buona. L’idea iniziale di creare una “Città dei bambini” fu immediatamente abbandonato perché poco redditizia
Nel 2016 l’ex assessore all’ Urbanistica Paolo Berdini riesce a ridurre le cubature da 67mila a 44mila mq, rispetto al piano precedente dell’amministrazione del Sindaco Ignazio Marino.
L’accordo prevede, su un’area complessiva di circa 76mila mq dei quali oltre 12mila di Roma Capitale vincolati a verde pubblico attrezzato, una superficie utile lorda di oltre 44mila mq, così suddivisa:
- 80% (oltre 35mila mq) destinati a uso abitativo, di cui oltre 7mila mq sono vincolati alla realizzazione di housing sociale (che è diversa dall’Edilizia Residenziale Pubblica)
- 20% (oltre 8.800 mq) destinato a uso non residenziale, di cui circa 7mila mq a servizi direzionali e 2mila mq a commerciale.
- 25mila mq di verde pubblico dei quali la metà di dotazione aggiuntiva lungo la fascia di via Cristoforo Colombo;
- 471 mq per servizi pubblici;
- 368 mq per parcheggi pubblici e 6.123 mq di parcheggi asserviti all’uso pubblico.
La presentazione di questo progetto ed il lancio del concorso internazionale viene presentato come “riqualificazione” dell’area ormai abbandonata da anni: ma una “porcheria” rimane porcheria anche se ben presentata e gestita tramite un concorso internazionale
Attendiamo di conoscere, visto che ormai non c’è più la possibilità di modificare la progettazione dell’area o di cambiare la sua destinazione d’uso:
1. Come un’ulteriore cementificazione dell’area già satura di edifici (come la “foresta urbana” di Piazza dei Navigatori e l’urbanizzazione nell’ area cosiddetta I60 di Via di Grotta Perfetta), di cui 35,000 mq ad uso abitativo possa essere davvero considerata riqualificazione e non, invece, speculazione
2. Via Cristoforo Colombo, di fatto un’autostrada urbana che taglia in due il Municipio VIII, come potrà essere fruita (e attraversata) da nuovi abitanti che magari si devono spostare da una parte all’altra del municipio? Sempre facendo le corse nei 9 secondi in cui i semafori di attraversamento pedonale rimangono verdi?
3. Quale sono le prospettive di aumento e adeguamento del trasporto pubblico (bus e metro) per servire un’area già carente: esiste un piano per la mobilità?
4. Traffico e inquinamento: l’aumento della densità edilizia porta con sé un aumento del traffico privato e, conseguentemente, dell’inquinamento dell’aria. La soluzione sarà il blocco del traffico sempre più frequente per le macchine più vecchie (che di solito appartengono a chi non si può permettere l’acquisto di una nuova)?
5. Servizi essenziali ai cittadini: sanità e assistenza di prossimità e spazi culturali come aumenteranno per andare incontro all’aumento della popolazione residente?
6. Roma ha bisogno di case popolari e non, di nuovo, di residenze di lusso: il fenomeno della gentrificazione in atto ormai da tempo sta snaturando i nostri quartieri, portando le persone meno abbienti a vivere fuori città
