CAIO Comunità per le Autonome Iniziative Organizzate *—-

L’assegnazione di ESC viene celebrata come il primo risultato della task force sul patrimonio. Ma il punto politico non è il singolo spazio. Il punto è capire chi decide, con quali criteri e secondo quali priorità.

A Roma esistono decine di realtà sociali che da anni operano in condizioni di precarietà, con concessioni scadute, procedure bloccate e continue minacce di sgombero. Eppure, quando l’amministrazione sceglie da dove cominciare, sembrano avere la precedenza proprio quelle realtà che hanno accompagnato e sostenuto il percorso della famigerata delibera 104 e che sono da tempo interlocutrici privilegiate della maggioranza.

Non basta chiamare tutto questo “cambio di passo”. Senza criteri pubblici, un ordine trasparente delle pratiche, tempi certi e uguali condizioni per tutti, la task force rischia di diventare uno strumento di selezione politica.

Si riconoscono alcune esperienze e se ne lasciano altre sotto ricatto. Si costruisce consenso premiando chi è più vicino all’amministrazione, mentre chi è autonomo, conflittuale o radicato nelle periferie continua ad aspettare.

La domanda quindi resta semplice e scomoda.

Si sta affrontando davvero il problema del patrimonio sociale di Roma o si stanno regolarizzando prima gli amici?

*postato su Facebook il 18 luglio 2026