Circolo Prc Tivoli Guidonia Palombara—-
BASTA PASSERELLE! GUIDONIA NON SI VENDE, SI DIFENDE!
Mentre il Sindaco e la Commissione sorridono davanti ai flash nel cantiere di Colle Fiorito, la realtà è un’altra: stanno svendendo il futuro di Guidonia Montecelio per un pugno di voti e qualche metro di cemento.
L’INGANNO DEL BINARIO UNICO
Ci dicono che a luglio avremo una nuova stazione. Ma non dicono la verità: la inaugurano su un BINARIO UNICO. Senza il raddoppio dei binari, questa stazione è solo un imbuto, una cattedrale nel deserto che non aumenterà la frequenza dei treni ma solo i disagi dei pendolari. Dov’è il raddoppio? Dov’è la serietà?
CEMENTO SENZA SERVIZI
Il Comune approva piani edificabili per migliaia di nuovi residenti, ma intanto prepara il funerale della stazione di Guidonia Centro. Più palazzi e meno trasporti? È una follia urbanistica. Chiudere o declassare la stazione storica, recentemente ristrutturata con i VOSTRI SOLDI, significa condannare il centro alla desertificazione, al degrado e all’abbandono.
IL NOSTRO PIANO: DUE STAZIONI PER UNA GRANDE CITTÀ
Non siamo contro il nuovo, ma pretendiamo la specializzazione:
Guidonia Centro deve restare l’HUB regionale veloce per l’Abruzzo.
Colle Fiorito deve essere il terminal metropolitano FL2 per Roma.
Vogliamo il mantenimento di tutte le fermate strategiche (RV 4163, R 4515, RV 4164 e le altre) per garantire mobilità e sicurezza.
APPELLO ALLE FORZE POLITICHE E AI CITTADINI
Facciamo un appello a chi è ancora “capace di intendere e di volere” in questa città:
A chi non si piega alle logiche del cemento, ai pendolari stanchi di promesse, ai commercianti che non vogliono vedere il centro morire: È ORA DI ORGANIZZARE LA MOBILITAZIONE!
Non aspettiamo che chiudano i cancelli. Non aspettiamo che il degrado vinca.
Rifondazione Comunista chiama alla lotta. Chiediamo un tavolo immediato con RFI e Regione Lazio per approvare il piano di specializzazione delle due stazioni.
LA STAZIONE CENTRO NON SI TOCCA! IL RADDOPPIO È UN DIRITTO!
UNISCITI ALLA NOSTRA PETIZIONE.
SCENDIAMO IN PIAZZA.
