di Germano Di Francesco—- 

Il 13 marzo scorso a Civitavecchia circa 400 cittadini hanno risposto all’appello del comitato che lotta contro la realizzazione di un biodigestore anaerobico capace di trattare 120.000 tonnellate di rifiuti organici l’anno, principalmente provenienti dalla capitale visto che la produzione di rifiuto organico di Civitavecchia e comuni limitrofi non arriva a 7.000 tonnellate l’anno.

Continua ed anzi si amplia la mobilitazione dei cittadini che si oppongono a questa scelta, scellerata da tutti i punti di vista: nei principi dell’economia circolare perché un biodigestore anaerobico non chiude il ciclo dei rifiuti producendo migliaia di tonnellate l’anno di rifiuti speciali, da smaltire in discariche per rifiuti speciali, come scarto di lavorazione; dal punto di vista ambientale perché produce metano che è comunque un gas climalterante sia in caso di perdite nell’aria che soprattutto, essendo destinato alla combustione energetica, in quanto produce anidride carbonica ; dal punto di vista dell’inquinamento indotto dovuto ad un traffico veicolare di mezzi pesanti altamente inquinanti di oltre 10.000 camion l’anno (50 al giorno); dal punto di vista del pericolo per la salute pubblica dovuto a potenziali emissioni odorigene nocive ed al deposito in pressione di anidride carbonica.

Per tutto questo i cittadini dicono oggi e diranno sempre no alla realizzazione di questo impianto.