di Giuseppe Carroccia—-
Il 21 febbraio l’Anpi di Roma ha organizzato un convegno “Dall’ Europa delle armi all’Europa dei diritti” per ragionare con autorevoli relatori sui diversi aspetti della lotta per il disarmo e la pace, e rendere più consapevoli e forti le mobilitazioni previste a fine marzo, mentre continua il genocidio e la pulizia etnica in Palestina, la guerra in Ucraina, le minacce statunitensi a Venezuela, Cuba e Iran.
Marina Pierlorenzi ha introdotto la discussione facendo una rassegna storica della costruzione europea tra speranze e disillusioni, criticando l’aumento delle spese militari e l’invio di armi invece di seguire la via diplomatica. Giulio Marcon ha relazionato sugli effetti del riarmo sui bilanci con i tagli allo stato sociale; Natale Di Cola della Cgil ha parlato dei processi di deindustrializzazione e degli effetti negativi dei bassi salari sulle politiche economiche. Il Generale Albino Amodio del Comitato nazionale Anpi ha illustrato le modalità disumane che le nuove armi consentono di realizzare modificando elementi costitutivi del genere umano, sul quale si è anche soffermato Fabrizio Truini di Pax Christi.
Lo storico Davide Conti ha evidenziato come l’indebolimento della classe operaia abbia aperto una dialettica interna al capitale tra profitto e rendita, tra industria e finanza e come questo abbia determinato una crisi democratica e il dispiegarsi in tutto il mondo di forze fasciste.
La giurista Anna Falcone ha spiegato come l’articolo 11 “L’Italia Ripudia la guerra” conclude i principi fondamentali della nostra Costituzione perché è quello fondamentale, che tutti li riassume. Ha inoltre letto il Manifesto per la Costituzione della Terra, una proposta di riforma dell’Onu che ha come primo firmatario Luigi Ferrajoli.
Prima delle conclusioni Simona Maggiorelli di Left, che ha coordinato i lavori, ha informato della presenza nell’aula Fregosi di Palazzo Valentini della staffetta partigiana Luciana Romoli, Luce, sempre luminosa e lucida alla soglia dei 96 anni che ha salutato la platea tutta in piedi nella sala piena di un centinaio di persone.
Fabrizio De Sanctis della Segreteria nazionale dell’Anpi ha quindi preso la parola chiarendo che le sue non sono conclusioni ma l’apertura di una iniziativa continua di approfondimento e studio perché va contrastata con argomenti robusti la vandea guerrafondaia e arrogante dell’imperialismo in questa fase declinante del capitalismo.
Non è vero che se vuoi la pace devi preparare la guerra. La pace si costruisce con la pace, con la giustizia sociale e la fratellanza tra i popoli.
La statua di Ulisse di Ugo Attardi nel cortile ce lo ricorda con i simboli del viaggio, della conoscenza, dell’equilibrio e della determinazione:
“Fatti non foste per vivere come bruti”.
