di Loredana Fraleone—-
Il Lazio ha ormai il triste primato della regione con il maggior aumento degli incidenti sul lavoro. I media, quando muore un ricco, anche se in tarda età, si profonde in racconti di vita, elogi, informazioni sulle eredità, sempre notevoli e problematiche nella distribuzione. Quando muore un lavoratore o una lavoratrice durante il lavoro non vengono citati neanche i nomi, tranne a volte sulla stampa locale, sono solo numeri, le loro vite, i problemi che lasciano, sempre enormi, non vengono raccontati. Differenze di classe. Poi degli incidenti che non hanno conseguenze mortali, ma con conseguenze invalidanti, spesso anche per tutta la vita, non ne parla mai nessuno, e sono tanti.
Nel Lazio sono saliti dell’11,7% più che in qualunque parte d’Italia, raggiungendo la cifra di 17.332 casi denunciati, un dato da guerra guerreggiata.
Alcuni lavori sono ovviamente più esposti di altri e la pericolosità, certificata dalle statistiche sugli infortuni nel settore, si lega al “lavoro usurante”, quello su cui si discute molto durante le riforme pensionistiche, senza mai dare risultati adeguati e concreti.
E’ il caso ad esempio dei ceramisti, concentrati nel Lazio nel distretto industriale di Civita Castellana. Da anni questi lavoratori si battono per il riconoscimento della loro prestazione come usurante, non solo a causa delle polveri che respirano in fabbrica, catalogate a livello europeo come cancerogene, ma anche per la fatica, i pesi che devono spostare in continuazione e che logorano a lungo andare le schiene.
Da almeno due decenni i ceramisti chiedono tale riconoscimento, al quale mancano solo i decreti attuativi, dopo l’approvazione di un ordine del giorno inserito nella legge di bilancio del 2024. Il riconoscimento porterebbe a un pensionamento anticipato, che significherebbe riprendersi un po’ di vita per questi lavoratori. I sindacati ( in particolare la CGIL) sono pronti alla mobilitazione, se questi non verranno attuati.
Intanto gli infortuni continuano a segnare le giornate di lavoro dei ceramisti, come testimoniato dall’intervista a seguire.
L’esperienza di Gianluca Gregori, ceramista di Civita Castellana:
