di Fanio Giannetto—-
I “Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e per la rimozione di tutte le disuguaglianze” (NO AD), di cui il PRC fa parte sin dalla fondazione nel 2019, dopo 1.300.000 firme raccolte per l’abrogazione della legge Calderoli e la bocciatura da parte della Consulta del referendum, non si danno per vinti!
Oltre all’impegno a più lungo termine sulla revisione del Titolo V della Costituzione, per rimediare ai danni provocati dalla riforma del 2001, che ha aperto le porte all’autonomia differenziata, ci sono altre iniziative:
– la campagna per 5 SÌ ai referendum dell’8-9 giugno (4 sul lavoro e 1 sulla cittadinanza)
– le petizioni alle Regioni, la prima avviata nel Lazio in occasione della festa del 25 aprile di Roma, per chiedere ai Consigli Regionali di non trattare con il Governo sull’autonomia differenziata.
Dopo la vittoria ottenuta dal Comitato NO AD dell’Emilia-Romagna, con l’approvazione da parte dell’Assemblea legislativa di quella regione della revoca al consenso per l’autonomia differenziata, dopo quella del Lazio iniziative simili stanno per partire in altre regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Liguria Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia e Toscana.
Il pericolo è grande. Nonostante la Consulta (sentenza 192/24) abbia evidenziato i diversi aspetti di incostituzionalità della legge Calderoli, il Governo riprende ad accelerare sull’autonomia differenziata tramite una nuova legge delega (a sé stesso ovviamente) forzando platealmente su quanto cancellato dalla sentenza, che ha lasciato in vita la possibilità di concedere l’autonomia differenziata alle Regioni che la chiedano, secondo l’art. 116 c.3 della Cost.
Inoltre proseguono le trattative per definire le intese, in segreto, con quattro regioni. Dopo Veneto e Lombardia, che avevano già firmato le pre-intese insieme all’Emilia Romagna col governo Gentiloni e avevano proseguito le trattative coi governi successivi, ritirata l’ER, anche grazie a una nostra petizione che ne faceva richiesta, si sono aggiunte Piemonte e Liguria.
I cittadini antifascisti intervenuti alla manifestazione del 25 a Roma hanno firmato in quasi 300 al banchetto organizzato dal Comitato romano, mentre altri banchetti sono stati realizzati nel resto della Regione.
La campagna per la petizione nel Lazio è stata presentata al Comitato 5+1 regionale e apprezzata! Auspichiamo che tutte le forze, che hanno avuto sensibilità nei confronti del referendum, possano appoggiare questa campagna. Ciò darebbe ulteriore motivazione alle ragioni dei 5 sì, fondendo la campagna per la petizione con quella per i 5 referendum, che 4+1 ritorni ad essere 6!!!
Si può firmare la petizione anche on line al link openpetition.eu/it/crfdf
