di Loredana Fraleone—-

Manca appena un mese al voto per i cinque referendum sul lavoro e la cittadinanza, che potrebbero, in caso di vittoria, ripristinare alcuni diritti vanificati dai governi del centrosinistra e fortemente osteggiati da quelli di centrodestra, come nel caso della riduzione degli anni da 10 a 5 per ottenere la cittadinanza, per chi ne abbia i requisiti.

Questi referendum, privati dalla Consulta di quello contro l’Autonomia Differenziata, che sarebbe stato il più coinvolgente, si scontrano con la sfiducia diffusa proprio di quel popolo che avrebbe maggior bisogno di tutele sul lavoro e sulla cittadinanza. Una sfiducia verso la politica invece che verso i partiti responsabili della sua situazione sempre più grave, ma anche verso l’organizzazione sindacale in quanto tale, che negli ultimi decenni ha fornito risposte spesso deboli o inefficaci alle politiche delle “compatibilità” con l’austerità.

Quello che bisognerebbe far capire è che una eventuale vittoria di questi referendum, oltre al recupero di diritti, potrebbe rilanciare anche un protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici a beneficio di un rilancio della contrattazione, di un salario minimo anche se edulcorato, a differenza di quello presentato dalle forze facenti parte di Unione Popolare a suo tempo, di una ripresa della partecipazione e quindi del potere decisionale in capo ai diretti interessati.

Una sfida difficile, messa in campo meritoriamente dalla CGIL, che potrebbe così recuperare consenso, militanza e agibilità politico-sindacale, messi pesantemente in discussione dall’attuale governo che, al di là delle dichiarazioni, pratica una feroce lotta di classe su commissione di quella dominante.

Allora bisogna sfruttare bene quest’ultimo mese di campagna referendaria, arrivare nei molti luoghi dove non si è ancora arrivati, allargare le forze da impegnare nella propaganda, usare al meglio i social, intercettare la condizione di un mondo del lavoro sempre più privato delle risorse necessarie e della dignità.

L’8 E IL 9 GIUGNO ANDIAMO A VOTARE PER IL FUTURO DI TUTTI/E NOI!