di Giuseppe Carroccia—-

Ogni 25 aprile dal 1946 si corre a Roma la gara ciclistica più importante al mondo per i dilettanti attorno al suggestivo circuito di 6 chilometri da fare per 23 giri attorno alle Terme di Caracalla con passaggi a Porta Ardeatina, Porta San Paolo e Piramide. In assoluto la corsa ciclistica più importante della Capitale e della nostra regione. Molti vincitori   ebbero una grande carriera tra i professionisti, tra i tanti Gianni Bugno e Matteo Trentin.

Anche quest’anno, mentre il lungo corteo dell’Anpi arrivava a Porta San Paolo al canto di Fischia il vento, fischiavano le ruote dei corridori impegnati nel curvone sotto la lapide che ricorda la battaglia che l’8, 9 10 settembre diede inizio alla lotta armata di partigiani e soldati contro i nazi fascisti :”Alla Resistenza che eroicamente qui segno il 10 settembre 1943 il secondo Risorgimento. SPQR 1970”

L’idea venne al mitico cronista sportivo de L’Unità Gino Sala e le prime edizioni vennero organizzate dall’Anpi e dal Corriere dello Sport. Negli anni successivi L’Unità allestì una società esclusivamente dedicata all’organizzazione della corsa.

Successivamente il testimone passa al Velo club Primavera ciclistica diretta dal giornalista Eugenio Bomboni che da alla corsa un rilievo internazionale portando anche atleti dell’est Europa che essendo dilettanti non correvano le corse professionistiche. Il Giro delle Regioni che iniziava il 26 aprile e terminava il Primo Maggio e la Corsa della Pace invece erano le gare a tappe in cui si potevano confrontare i ciclisti divisi dalla cortina di ferro. Inoltre introduce la tradizione che il vincitore depone una corona di alloro sotto la lapide che ricorda il sacrificio dei resistenti. Fu sua anche l’idea di coinvolgere importanti artisti da Ennio Calabria a Aligi Sassu costituendo una vera e propria Pinacoteca della corsa.

Il Circuito è molto selettivo con continui sali e scendi e per questo ha visto la partecipazione di corridori da tutto il mondo ed è diventato il Mondiale di Primavera.

Con il cambiamento del ciclismo moderno oggi la gara è riservata agli Under 23 e da qualche anno si svolge anche una corsa femminile visto l’impetuosa crescita numerica e di valore delle cicliste. Quest’anno ha vinto la spagnola Paola Blasi davanti a Silvia Milesi.

Dal 2020 Si svolge anche una corsa per juniores e allievi. Il Gran Premio si è quindi allungato a 3 giorni.

Tra gli under 23 al via 160 atleti di 33 squadre. Si è affermato Lorenzo Masciarelli protagonista di una fuga fin dai primi chilometri con un sestetto di compagni e poi involatosi in solitaria dopo uno scatto su viale Giotto. Il corridore abruzzese ha alzato il dito al cielo in ricordo di un suo amico recentemente scomparso. Un successo che sa di storia e di emozione: esattamente 50 anni fa vinceva infatti suo nonno Palmiro Masciarelli, gregario di Francesco Moser e per tanti anni nazionale nella Squadra formidabile del Commissario Tecnico Alfredo Martini, partigiano e comunista.

Sarà contento Gino Sala che considerava i gregari il cuore e i polmoni del movimento ciclistico a cui dedicò il libro di ricordi Visti da Vicino. Una vita tra i ciclisti.

A conclusione della corsa, dopo la testimonianza di un ragazzo che si è salvato grazie a un trapianto di organi e che ha ricordato le iniziative per diffondere la cultura del dono a cui è stata dedicata una corsa specifica, le premiazioni e l’inno di Mameli. Il vostro cronista avrebbe preferito Fischia il vento e si è allontanato pensando che comunque Goffredo è morto giovanissimo per difendere le Repubblica romana e che le scarpe rotte della canzone delle Brigate Garibaldi non hanno impedito a ragazze e ragazzi in gamba di fare la storia dalla parte giusta. Come le tante staffette in bicicletta. Questa corsa è dedicata a loro.