di Giorgio Demurtas—-
Kone è un minore Ivoriano “non accompagnato” arrivato in Italia, nella nostra regione, che aveva poco più di 15 anni. Arrivato con un barcone. La Costa d’Avorio è il quarto paese per provenienza dei migranti che sbarcano sulle coste del Mediterraneo. La Costa d’Avorio, è il maggior produttore e esportatore mondiale di caffè, semi di cacao e olio di palma. È ricco, inoltre, di grandi quantità di minerali: diamanti, manganese, nichel, bauxite e oro, oltre alle recenti scoperte di giacimenti di petrolio. Il mogano è il principale legname destinato all’esportazione. Un paese destinato, secondo molti economisti, a una crescita costante. Eppure i giovani fuggono da questo paese.
Secondo l’organizzazione Terre des Hommes, “una delle ragioni della fuga oltre al richiamo dell’Eldorado europeo è certamente l’aspetto economico. Chi tenta la via dell’Europa lo fa spesso per mancanza di fiducia nel sistema paese in generale. Può sembrare anche ingratitudine ma è un po’ questo che emerge dalle discussioni e dai confronti con potenziali migranti clandestini.
La gente, i giovani in particolare, non vedono prospettive concrete, hanno la percezione di vivere in un paese senza sbocchi concreti, incapace di soddisfare le loro ambizioni.
Che questa percezione sia reale o meno ancora non lo possiamo affermare, certamente esiste ed incide. Quelli più poveri, spesso, dicono: se mi garantiscono un salario minimo più alto (attualmente è di circa 100 euro al mese) io rimango…” Quindi evidentemente siamo di fronte, anche in questo caso, a una palese ineguale distribuzione della ricchezza. Kone è tra quelli che è partito, porta sul suo corpo le cicatrici della schiavitù patita in Tunisia per pagarsi il viaggio in Italia.
Attualmente vive in una casa famiglia in una situazione di protezione, può anche uscire e ha molti amici, ha anche un piccolo lavoro in nero. Sta completando la terza media e parla correttamente l’italiano, ma ha un problema, meglio il terrore di arrivare al giorno del suo diciottesimo compleanno, a novembre di quest’anno quando, il giorno dopo, verrà mandato via dalla casa famiglia perché il permesso di soggiorno per minore età è valido fino al compimento dei 18 anni. Certo potrebbe ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di studio, di accesso al lavoro, ma sappiamo in partenza quanto questo sia difficile. Quindi?
Molto probabilmente il migrante Kone tornerà sulla strada, forse di nuovo schiavo in qualche cantiere o fattoria, clandestino, e forse fermato verrà deportato con le manette ai polsi nei Centri Migranti Italiani del governo Italiano in Albania, dentro i moderni container/galera dove la vergogna del mondo avrà mai ingresso.
