di Luigi Pede—-
Dopo la tempesta giudiziaria che lo scorso ottobre ha travolto la città di Ceccano, con l’arresto del sindaco Caligiore di Fratelli d’Italia, la città sta vivendo una delle pagine più vergognose della sua storia. Per queste ragioni Ceccano2030 si candida, per liberare una delle città più importanti della nostra provincia, da una cappa di corruttela che la soffoca. Ceccano deve uscire dall’ombra del malaffare, dell’incompetenza, dell’assenza di trasparenza al potere. È necessario ed urgente tornare a fare l’unica politica che conosciamo, quella vicina ai bisogni dei cittadini. Per queste ragioni il collettivo Ceccano2030 ha ritenuto opportuno presentare una propria candidatura a Sindaco, quella di Luigi Mingarelli. Un lavoratore, vigile del fuoco, delegato sindacale USB e dirigente del PRC, da sempre iscritto all’ ANPI e sostenitore della Mezzaluna Rossa Palestinese, impegnato nelle vertenze contro Acea e attivo nel comitato acqua pubblica locale, è stato tra i protagonisti del movimento “in nome del popolo inquinato” nel 2014 e poi nel 2018 nella città di Ceccano.
I cittadini possono essere artefici del futuro loro e dei loro figli, abbracciando e sostenendo una proposta politica alternativa, fuori dal centrodestra e centrosinistra, responsabili dei guai di Ceccano, per un cambio di passo radicale rispetto alle ultime giunte comunali.
È finito il tempo di aspettare, bisogna avere il coraggio di stare dalla parte di chi antepone gli interessi della collettività ai propri, per dare una speranza alle richieste di cambiamento che quotidianamente arrivano dai Ceccanesi.
