di Giuseppe Carroccia—-

Nel giorno più corto dell’ anno è morto il compagno Rolando Graziosi militante comunista storico di Cinecittà: 75 anni, da pochi giorni nonno, lascia un grande vuoto tra i familiari e i compagni.

Impegnato nella Cgil e dall’Anpi, è stato tra i fondatori di Rifondazione Comunista e poi segretario della sezione del Pdci. Iscritto all’Associazione Berlinguer, il Segretario nazionale a cui ispiro’ la propria visione politica.

Segretario della sezione del Pci di Nuova Tuscolana agli inizi degli anni ottanta, molto preciso e scrupoloso, faceva lunghissime relazioni, specialmente dopo i Comitati Centrali.

Allora era costume studiare, relazioni, interventi e conclusioni, dalle sfumature si capiva il dibattito interno nel gruppo dirigente che poi si ridiscuteva nelle sezioni. Più volte cercavamo di convincerlo a leggere direttamente visto che le sue  sintesi allungavano di molto il testo scritto.

Una volta il tappezziere di cui era molto amico lo interruppe: “Rola’ qui famo notte. Prova con lo spagnolo.”

Rolando era infatti argentino cosa di cui era molto orgoglioso. Dopo la vittoria nell’ultimo mondiale di calcio lo potevi incrociare che passeggiava da solo su Viale Spartaco avvolto nella bandiera Argentina.

L’apertura del mercato coperto di viale Spartaco, il più frequentato di Roma sud, fu merito soprattutto della sua determinazione. Erano gli anni a cavallo tra i 70 e gli 80. Tra le sezioni del Pci del quartiere c’era una discreta rivalità che si risolveva in emulazione socialista.

La sezione più grande quella di via Flavio Stilicone che era riuscita a portare alla propria festa dell’ Unità il balletto del Bolshoi. Quella del Quadraro era la più prestigiosa perché piena di partigiani.

In mezzo la Nuova Tuscolana riuscì a portare alla festa un giovane Gigi Proietti noto allora soprattutto come cantante e attore sperimentale. I compagni gli chiesero di cominciare con qualche barzelletta lo spettacolo. “Ma io non l’ho mai fatto. Non sono capace”…. Poi sapete com’è finita.

Tra i meriti dei dirigenti periferici del Pci c’è pure questa. Rolando è cresciuto e appartenuto a quella generazione di comunisti che si sentiva ed era capace di svolgere un’azione di direzione politica.

In Rolando in più c’era una forte spinta antifascista e antimperialista per le suo origini sudamericane.

Negli ultimi anni era stato colpito da momenti di amnesia,  ma ugualmente non mancava alle iniziative politiche come quella davanti all’ambasciata cubana lo scorso anno. A volte lo vedevi un po’ con lo sguardo perso, forse pensando ai verdi pascoli della Pampas.

In questo tempo di sconfitte ci piace ricordare Rolando come uno che ha vissuto una vita degna e che ha saputo combattere e vincere.

Visto da qui ..Hasta la Victoria Rolando. Siempre.