di Roberta Cecili—-
Oggi, 24 dicembre 2024, inizia il Giubileo nella Città eterna e con esso anche un anno che sarà difficile per i suoi cittadini in particolare per quelli che vivono situazioni di disagio.
In questo anno di vita di VISTO DA QUI ci siamo occupati molto dell’emergenza abitativa che affligge Roma e la nostra Regione e che non sembra essere vicina ad una soluzione nemmeno parziale. E così, in vista del Giubileo, con la necessità che l’Amministrazione Comunale ha avuto di rendere “presentabile” Roma ai numerosi pellegrini e viaggiatori che arriveranno, ebbene nemmeno in questa che poteva essere un’occasione si è fatto nulla per chi la casa non ce l’ha o vive sotto sfratto.
I dati sono impietosi: il censimento ISTAT del 2022 ha rilevato 23.420 “senza tetto e senza fissa dimora” nell’Area metropolitana di Roma, la maggior parte dei quali vivono nella Capitale.
Negli ultimi mesi molti sono stati gli endorsement del Vaticano in appoggio ad una soluzione della questione “casa” (illuminati sulla via di Damasco?), l’ultimo quello di Papa Francesco che a novembre si è espresso affinché tutte le “realtà immobiliari” che fanno capo al Vaticano si attivino per offrire un contributo alla soluzione della problematica abitativa, anche se non stupisce che questa sensibilità sia venuta alla luce solo e proprio in vista dell’Anno Santo.
La possibilità di accendere un faro su quella che è diventata un’emergenza ormai consolidata, sfruttando anche gli investimenti previsti per il Giubileo (pari a 4.306 milioni di euro, di cui 1.767 milioni di fondi giubilari e 2.539 milioni di altri finanziamenti già disponibili compresi 500 milioni di euro finanziati dal P.N.R.R. per il programma Caput Mundi) non è stata colta in tutta la sua potenzialità; per fare un esempio su tutti il Piano Casa del Comune, approvato nel 2023, resta praticamente ancora oggi inattuato, dopo 1 anno e mezzo. L’unica richiesta che gli Amministratori, appoggiati dal Vaticano, hanno fatto al Governo è stata quella di una moratoria degli sfratti per l’anno giubilare, 12 mesi di stop che, come è evidente, non risolvono proprio un bel nulla, mentre si continua a mettere a reddito alcune aree dismesse nella città, con operazioni di edilizia residenziale, compensandole con una quota risibile di housing sociale.
Se questo è dunque l’andazzo che quest’anno ci lascia in eredità, se è la “vetrina Roma” quella che il Sindaco Gualtieri e il Presidente Rocca hanno predisposto per l’Anno Santo non possiamo non constatare come si sia guardato solo alla superficie (piazze, sottopassi, fioriere, pulizia di monumenti, ecc. ecc.) a scapito ancora una volta di una popolazione di emarginati ai quali non è concesso fruire della bellezza della città eterna perché troppo occupati a lottare per una vita degna di questo nome.
Loro sì che avrebbero bisogno di un vero Anno Santo, e non di un “anno che verrà”!
Buon 2025 e che la lotta per IL DIRITTO ALL’ABITARE continui!
