di Giuseppe Carroccia—-
Martedì 14 giugno in via Calpurnio Fiamma 142 la mobilitazione degli inquilini organizzati da Asia Usb ha impedito l’ennesimo sfratto ai danni di una famiglia seguita dai servizi sociali del settimo municipio che per motivi economici non ha la possibilità di trovare un’altra soluzione abitativa per gli affitti insostenibili nella Capitale.
La cosa inverosimile è che è l’Inps, un ente pubblico, a chiedere lo sfratto di una famiglia che oltretutto rientra nella norma approvata con la legge 164 del 2014 che però l’Ente previdenziale non ha mai attuato.
Inoltre sul patrimonio immobiliare degli enti previdenziali c’è un concreto intervento del Comune di Roma disposto ad acquistarli sia liberi che occupati dalle famiglie che hanno fatto istanza di regolarizzazione.
Dopo ore di duro confronto con la presenza dei carabinieri e momenti concitati si è arrivati a un rinvio per il 27 marzo, con la minaccia dell’ufficiale giudiziario di renderlo esecutivo anche con la forza pubblica.
Si rende urgente dunque che venga reso operativo il Piano Casa e venga impedito all’Inps di rendere esecutivi un centinaio di sfratti su Roma.
Il paradosso della situazione è evidente: un ente proposto all’assistenza sociale che nega la sua funzione per meri interessi speculativi.
Grave anche che il sindaco Gualtieri e il prefetto continuano a ignorare la richiesta di bloccare gli sfratti in una città travolta dalle iniziative del giubileo durante il pontificato di un papa che continua a esortare inascoltato di realizzare politiche per i più fragili e poveri.
La giornata di oggi si è risolta alla fine positivamente e i protagonisti per una fortunata coincidenza hanno avuto la possibilità di vedere il film spagnolo su rai 3 Tutto in un giorno di Juan Diego Botto che racconta la vita di Rafa, avvocato e attivista della Plataforma de Afectados por la Hipoteca che difende le famiglie degli sfrattati. Per chi vuole vederlo anche su Rai Play.
Visto da qui, la casa è un diritto universale e una lotta internazionale.
