di Michela Becchis—-

No, non eravamo 100.000, ma eravamo tantissimi e molto combattivi. Sabato 14 a Roma c’è stato il corteo contro il ddl 1660 orribilmente chiamato “Decreto Sicurezza”, nato da un percorso di assemblee svolte da oltre 200 tra associazioni, partiti, centri sociali, ANPI, Movimenti per la Casa, NonUnaDiMeno, CGIL, Arci. 

Un percorso, quello riservato al corteo, lunghissimo e faticoso con un lungo tratto sfilato nella penombra di Villa Borghese per non disturbare lo shopping natalizio. Moltissime ragazze moltissimi ragazzi delle scuole occupate di Roma, infiniti gli slogan contro il governo Meloni, molta la preoccupazione per un decreto che mira ad una definitiva soppressione di ogni conflitto sociale, purtroppo già assai flebile nel nostro Paese, e per affermare il dominio e gli interessi di una classe dominante che ha bisogno del silenzio e della paura in un momento di crisi e ridefinizione degli assetti del capitalismo che sembrano tragicamente mirare alla guerra come soluzione. Nel corteo la grande preoccupazione per la follia belligerante dell’Europa, per il genocidio dei Palestinesi, per il pericolo dei Curdi in Siria, erano assai presenti, così come l’orrore per gli “investimenti” ormai fuori controllo nel settore bellico.

Una manifestazione molto consapevole del fatto che il ddl criminalizzerà ogni lotta, anche la più pacifica, anche quella solo verbale, aumenterà il potere di polizia e carabinieri e soprattutto dei servizi segreti messi in condizione di impartire direttive alla pubblica amministrazione. Insomma, cancellato lo Stato di diritto, le garanzie costituzionali al dissenso e al conflitto – già la nostra costituzione prevedeva entrambi – e i veri autori delle stragi di stato definitivamente riabilitati. Presenti al corteo anche le associazioni dei migranti e NoCPR consapevoli di un ddl che istituzionalizza il peggiore razzismo.

Non ci si può che augurare che questo corteo e le sue bellissime voci, fra tutte l’intervento straordinario di Adelmo Cervi, serva anche ad illuminare il fatto che la caduta verticale della democrazia in questo Paese ha avuto come complici le finte opposizioni, quel PD che ha dato in extremis la sua adesione ma poi ha mandato qualche senatore giusto per facciata e dimenticando le Leggi Minniti – Orlando, i 5Stelle che al governo con Salvini licenziarono gli orribili Decreti Salvini. Insomma, un corteo che apra un vero percorso unitario di opposizione al governo Meloni, lontano da chi pratica la vera democrazia a corrente alternata