di Loredana Fraleone—-
E’ bastato qualche accenno di neve sul Terminillo, per rilanciare l’attenzione sull’assurdo progetto della costruzione di nuove piste da sci sulla “Montagna di Roma”, così chiamata per la vicinanza con la capitale.
Nelle condizioni climatiche odierne, la sua fruizione è ormai più legata al turismo estivo che alla possibilità di utilizzo degli impianti sciistici, attivi per pochi giorni invernali e implementati dai cannoni spara neve con grande consumo energetico e di acqua.
Il rilancio del progetto è favorito dal pronunciamento del Consiglio di Stato, che ha respinto i ricorsi delle associazioni ambientaliste contro il progetto TSM2 (Terminillo Stazione Montana 2). La notizia, gradita alle amministrazioni locali e agli operatori turistici, che non vedono al di là del proprio naso, non è piaciuta naturalmente a chi si è battuto e si batte contro un progetto che prevede un impatto molto grave sull’ecosistema della montagna. Questo non solo per lo spreco di un bene prezioso come l’acqua e il dispendio energetico con la neve sparata dai cannoni, ma soprattutto per l’abbattimento di ben 17 ettari di bosco di faggi, di cui molti secolari, per fare posto a nuove piste da sci.
Il Partito della Rifondazione Comunista di Rieti e del Lazio si mobilita contro questo scempio e con le associazioni ambientaliste continuerà la battaglia per preservare un ambiente prezioso per tutta la nostra Regione.
