di Germano Di Francesco
Sembra sempre che nulla si muova invece (purtroppo)…un passettino alla volta le scelte sbagliate e dannose per la salute e l’ambiente avanzano.
La società “Ambyenta Lazio” ha da tempo presentato il progetto per la realizzazione di un impianto di biodigestione anaerobica finalizzato allo “smaltimento” della frazione organica dei rifiuti urbani con produzione di gas metano da immettere in rete per gli usi comuni (combustione diretta, produzione elettrica…). La dimensione è rilevante e già questo sarebbe un problema enorme: una capacità di 120.000 tonnellate l’anno a fronte di un fabbisogno, tra Civitavecchia e comuni limitrofi, di meno di 10.000 tonnellate per anno. Quindi è già chiaro che arriveranno da lontano, in particolare Roma, gli altri rifiuti da trattare con enorme aumento di traffico di mezzi pesanti ed inquinamento. Ovviamente poi c’è il resto: il metano è comunque un gas climalterante, molto più della Co2…alla faccia della lotta al cambiamento climatico; l’impianto produrrà comunque almeno 30.000 tonnellate l’anno di rifiuti per discarica speciale.
Ed ora? Nel corso dell’estate il TAR del Lazio ha dato ragione ad Ambyenta nel contenzioso con il Comune di Civitavecchia e quindi la società sta procedendo a ricerca di personale e ditte di subappalto per l’affidamento dei lavori che quindi, in assenza di novità, saranno presto avviati.
Esauriti anche i tentativi di impedire la realizzazione del biodigestore per via amministrativa dobbiamo veramente rassegnarci a subire l’ennesimo sfregio al territorio in nome sempre e solo del profitto di pochi?
