di Giorgio Demurtas—-

Dopo le Case e gli Ospedali di Comunità promessi e mai costruiti con i soldi del PNRR, l’abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie era uno degli obiettivi prioritari del SSN, a seguito della prima ondata della pandemia. Come scrive la Corte dei Conti: “…per cercare di superare la problematica relativa alle liste di attesa, venivano adottati una serie di strumenti programmatori tra i quali il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa 2019-2021, attualmente vigente, e veniva costituito e poi rinnovato il relativo Osservatorio con compiti di monitoraggio”.                                                                                           

Quello che salta agli occhi dai monitoraggi è una notevole disfunsione e disomogeneità temporale dei dati aggiornati da parte delle Regioni e delle Province autonome, che non sono state in grado di fornire un quadro aggiornato e completo, segnale che tutti quei processi organizzativi promessi non sono mai stati attuati. L’unico dato comune è il fatto che relativamente agli stanziamenti  la loro assegnazione veniva subordinata alla presentazione di un apposito Piano per il recupero delle liste di attesa, a cui tutte le regioni, compreso il Lazio, hanno prontamente ottemperato.                                                                    

Il complesso delle risorse stanziate dallo Stato ha raggiunto oltre 2 mld di euro, dal 2020 al 2024, ma dalla lettura dei dati, sull’utilizzo delle risorse messe a disposizione al 31 dicembre 2023 si rileva che, “nonostante l’ammontare non indifferente di risorse, il relativo utilizzo appare esiguo”. Praticamente le ASL non hanno speso che molto parzialmente (meno del 30%!!) i soldi ricevuti per l’abbattimento delle liste. Gran parte di questi finanziamenti sono solo transitati dal servizio pubblico alle strutture private convenzionate o hanno cambiato destinazione se è vero che la giunta regionale del Lazio ha dovuto stanziare altri 17 milioni di euro, per abbattere le liste d’attesa nelle Asl e garantire poco meno di 400mila prestazioni “fuori soglia”, quelle oltre i tempi massimi di garanzia previsti dalla normativa vigente…

Prestazioni “fuori soglia” al mese di ottobre 2024 per ogni ASL del  Lazio

ASLN. Prestazioni   “fuori soglia”
RM194.141
RM298.770
RM335.772
RM421.753
RM522.539
RM628.761
Latina28.171
Frosinone27.120
Viterbo24.783
Rieti17.698
TOTALE399.508

Un aspetto misconosciuto, che ci ricorda la Corte dei Conti è in relazione alla violazione delle prescrizioni, che  prevedono, per i soggetti responsabili, da parte delle Regioni o delle Province autonome, sanzioni da un minimo di 1.000 ad un massimo di 6.000 euro, ma su tali disposizioni non c’è traccia della loro applicazione.

In tutto il Lazio si stanno organizzando sportelli della salute, per provare a sostenere i cittadini nella loro richiesta di ciò che a tutti gli effetti è un diritto costituzionale, sempre più difficile da applicare nel pubblico per la carenza di personale sanitario. Sarebbe il caso che in ogni provincia i cittadini, in prima persona e chi li sostiene, chiedessero alla giunta regionale se esiste un monitoraggio sull’attuazione delle misure sanzionatorie previste e se, dove applicate, abbiano effettivamente svolto la funzione di dissuasione e stimolo nei confronti delle ASL, per accelerare le prestazioni sanitarie e chiedere conto del non utilizzo (ben il 70%!!) dei soldi, stanziati a suo tempo dallo Stato, per il recupero delle liste d’attesa…