di Luigi Mingarelli—-
Il convegno sulla riperimetrazione al ribasso del SIN (bacino del fiume Sacco), tenutosi a Frosinone due giorni fa, è l’ennesimo tentativo di attirare investimenti su un territorio già devastato, senza la minima idea di salvaguardare l’ambiente e i cittadini! Tutto improntato sul valore d’impresa e sul profitto! Nel convegno non risulta esserci stata nessuna voce contrastante, tantomeno sono stati invitati i rappresentanti delle associazioni, che in questi anni si sono battute per il risanamento della Valle del Sacco. Tutto questo parlare del Sin e della sua riperimetrazione sarà dovuto alla scadenza dei termini del 1 gennaio 2025 per la riperimetrazione stessa?
A margine del convegno l’onorevole Ruspandini, di FdI, ha detto: «Questo incontro rimette al centro una questione che è stata, a mio avviso, negli anni trattata molto male. Da una parte c’è stata un’eccessiva industrializzazione a ridosso del boom economico e subito dopo i danni ambientali, evidentissimi. Ci siamo quindi lasciati andare, anche per rincorrere un ambientalismo estremista, alla costruzione di un Sin che è diventato, però, una vera e propria prigione anche per gli insediamenti produttivi. Oggi finalmente stiamo, con equilibrio, provando a risolvere la situazione.
Certo c’è ancora tanto lavoro da fare…». L’onorevole ha ragione soltanto su una cosa , e cioè che c’è tanto ancora da fare, visto che su 6500 ha di Sin, a fronte di una perimetrazione già ridotta, si nota che la maggior parte delle aree che vi entrano a far parte non sono state nemmeno indagate, e solo qualcuna è stata bonificata, 10 ha..forse, per poterci costruire qualche capannone? Sanno questi signori che il betaesaclorocicloesano può provocare sindromi metaboliche, aborti o endometriosi, tumori? Sanno che ogni famiglia ricadente all’interno del Sin piange un morto per tumore? La superficialità e l’indifferenza con cui hanno parlato di situazioni drammatiche lasciano basiti. Molti di loro abitano nella valle del Sacco e hanno figli, come fanno a essere cosi superficiali rispetto ad una cosi grande tragedia ambientale? Sanno questi signori, Ruspandini in primis, che la sostanza di cui parlano è una molecola molto stabile, che dura per molti anni perché difficilmente degradabile, ottenuta nel processo di fabbricazione di un insetticida prodotto a Colleferro? Sanno che se sta nel terreno te la ritrovi nell’acqua che bevi, nel cibo che consumi? La sostanza inoltre si accumula nei tessuti grassi che sarà l’ultima riserva di energia consumata dall’individuo, rimanendo nel corpo tantissimo tempo. Se cementifichi su un terreno inquinato il problema rimane! Ma a chi amministra la regione, e all’opposizione che non fa sentire la propria voce, contro le farneticazioni di Ruspadini e company, non importa nulla, anche se poi piangono lacrime di coccodrillo per l’ennesima tragedia che si abbatte su chi abita la valle.
Serve una nuova, grande manifestazione, per rappresentare lo sdegno rispetto alle bugie e all’immobilismo che pervadono la politica provinciale e regionale rispetto al problema ambientale!Quanti altri morti ci possiamo permettere, prima di cominciare ad agire per una vera bonifica? Dove sono i soldi del SIN? Non è forse giusto pretendere assoluta trasparenza nelle operazioni pratiche e finanziarie legate alla bonifica, per vanificare sospetti rispetto alla poca trasparenza che ruota attorno ai Sin?
Noi di Rifondazione Comunista pensiamo che al centro del dibattito debba esserci la salute dei cittadini e non il profitto dei soliti noti, investitori senza coscienza a cui non importa nulla dell’inquinamento della Valle. Noi pensiamo che si possa avere un sviluppo sostenibile solo a patto che vi sia prima una vera bonifica del Sin, saremo vigili e attenti nel denunciare ogni possibile mancanza e/o abuso rispetto al bene comune.
