di Giorgio Demurtas—-
La BayWar.e, di casa madre tedesca, leader nello sviluppo di energie rinnovabili con sedi in 34 paesi, ha concluso i lavori di impianto a Tarquinia di 94.388 pannelli solari. L’impianto, come ha rilevato Altritalia Ambiente, “Va a scempiare irrimediabilmente uno dei paesaggi più pittoreschi e caratteristici del Belpaese, tutto a spese della produzione agricola locale e dell’attrattività turistica del territorio”. Questo megaimpianto non è che l’ultimo di una lunghissima serie avviata nel 2018 dalla Regione Lazio guidata da Nicola Zingaretti, che nel giro di quattro anni ha autorizzato quasi un centinaio di progetti, praticamente tutte le domande pervenute. Negli ultimi sei anni c’è stato un autentico boom di richieste per realizzare nuovi progetti “green”.
“Siamo di fronte all’imposizione di un modello predatorio di transizione energetica” come giustamente dice il movimento nato in Sardegna e che ha portato al successo la raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare “Pratobello 24”, di fronte all’ennesima opera di accaparramento delle terre per migliaia di pale eoliche, dai soliti gruppi di interesse privato, con l’assenso del governo regionale.
Prima delle autorizzazioni, nessuno in Regione si è sognato né si sogna oggi di interpellare le comunità interessate.
Attualmente, gli impianti attivi, che ospitano pannelli solari e pale eoliche nel Viterbese, sono quasi 70 e rappresentano il 78% di quelli presenti in tutto il Lazio! Una sproporzione che rende questa Provincia preda della solita speculazione, questa volta a sfondo “green”. Il settore più danneggiato, naturalmente, è quello agricolo ma lo scempio è anche sul paesaggio e la bellezza dei territori. Secondo il “Comitato Ambiente e Salute” al 2023: “Gli impianti rinnovabili occupano nella Tuscia una superficie pari a 80 chilometri quadrati. Sparse sui rilievi di vari paesi del Viterbese ci sono centinaia di pale eoliche di altezza pari a 250 metri. Come se ciò non bastasse, proprio la Tuscia è stata scelta per sperimentare le nuove pale alte 300 metri, mentre gli ettari di terreno occupati dai pannelli solari ammontano a 958. Gli impianti solari, in corso di realizzazione nella Tuscia, sono tra i più grandi d’Europa realizzati su terreni agricoli.
Bisogna ricordare che il costo degli incentivi dati alle società per la loro realizzazione viene caricato sulle nostre bollette!!
Per non consumare suolo gli impianti di pannelli solari avrebbero potuto essere realizzati sui tetti delle strutture pubbliche, comuni, scuole, ospedali, uffici etc.. e per gli impianti eolici il coinvolgimento delle comunità avrebbe potuto portare a soluzioni accettabili e non invasive.
Quello che emerge con forza è la necessità di una “costituente popolare” che si appropri della possibilità di determinare il proprio futuro anche in campo energetico, per una riformulazione non solo delle idee, ma anche del metodo politico.
