di Daniela Alessandri—-
Nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975, Pier Paolo Pasolini, scrittore, regista e intellettuale antifascista, veniva brutalmente assassinato presso l’Idroscalo di Ostia da Pino Pelosi, in concorso con ignoti: con i suoi film ha descritto l’Italia di ieri, con i suoi testi ha previsto la degenerazione dell’Italia di oggi.
‘Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpe istituitisi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del vertice che ha manovrato sia i vecchi fascisti ideatori di golpe sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi sia infine i ‘politici’ (cioè i ‘quadri’ della CIA, i trapezisti dei servizi segreti italiani o di quelli d’un altro paese occidentale). Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto quello che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero quadro coerente.’
Queste parole di Pasolini sono il simbolo di una mente lucida e coraggiosa, capace di denunciare le connivenze e le opacità di un’epoca complessa e ancora oggi fonte di riflessione. Il suo grido di verità e giustizia non deve essere dimenticato. A quasi cinquant’anni dalla sua morte, Pasolini rimane una figura imprescindibile per chi crede nel potere della parola e nell’integrità della ricerca della verità.
Io all’ Idroscalo ci passo spesso: il suo corpo vive ancora lì, tra quelle stele in sua memoria, le piante, e il mare: vale la pena toccare quell’ emozione, è un posto strano che racconta che “siamo tutti in pericolo”.
Ricordiamolo non solo come vittima di un crimine irrisolto, ma come una coscienza critica di cui abbiamo ancora disperatamente bisogno
