di Giuseppe Carroccia—-
Straordinariamente tempestivo lo Sciopero generale proclamato da USB questo 18 maggio proprio mentre la marina israeliana abbordava piratescamente le barche della FLOTILLA in acque internazionali arrestando i “marinai contro il genocidio” diretti a Gaza.
Decine di manifestazioni indette la mattina per lo sciopero generale che poi si sono prolungate fino alla serata con lunghi cortei che hanno attraversato le principali città italiane.
A Roma, dopo che la mattina avevano preso la parola dal camion a piazza Gaza Saif Abukeshek recentemente arrestato e Maria Elena Delia, portavoci della Global Sumud Flotilla, alle 18.30 associazioni e partiti della sinistra di classe e di alternativa hanno organizzato in poche ore un corteo che ha raggiunto Piazza San Giovanni con 5000 manifestanti, prevalentemente giovani, soprattutto di Osa, Cambiare Rotta, Fronte della Gioventù Comunista.
In coda significativa anche la presenza di Rifondazione comunista.
È stata soprattutto l’intervento di Maja Issa a spiegare la criminale arroganza del governo israeliano nel continuare le uccisioni a Gaza e in Cisgiordania e i bombardamenti in Libano.
Non casualmente nel corteo, oltre le numerose bandiere palestinesi, ve ne erano anche del Libano e di Hezbollah, il partito sostenuto dall’Iran e da una larga parte della popolazione libanese non solo di religione sciita.
È stata una risposta forte e coraggiosa che denuncia la complicità del governo e dell Unione europea verso la politica di guerra degli Usa e di Israele.
Un nuovo sciopero generale è stato proclamato da altri sindacati di base per fine mese contro la guerra e l’economia di guerra e una manifestazione nazionale operaia il 23 maggio sempre dall’USB.
Davanti al Mibac la settimana prossima anche la manifestazione nazionale degli operai Electrolux contro i licenziamenti.
Sempre più evidente emerge la consapevolezza nella classe lavoratrice del legame strettissimo tra guerra, economia di guerra, bassi salari e precarietà per le nuove generazioni.
Come a settembre può nascere un fronte politico sociale che dimostri volontà e possibilità di cambiare il corso delle cose.
Li staranno le comuniste e i comunisti.
Li starà Rifondazione comunista.
