Venerdì 16 ottobre alle ore 10—- 

Saremo davanti al Dipartimento Politiche Abitative di Roma Capitale, in Piazza San Giovanni da Verrazzano 7, nell’ambito della Campagna Ottobre Sfratti Zero.

Al centro della mobilitazione ci sono due questioni precise, che riguardano famiglie alle quali per anni sono state prospettate soluzioni temporanee senza che sia mai stata garantita una vera stabilità abitativa: i nuclei provenienti dall’ex occupazione di Via Maria Adelaide 14 e le famiglie tradite dal Buono Casa del Comune di Roma.

 MARIA ADELAIDE: DOPO CINQUE ANNI È ORA DELL’ASSEGNAZIONE DEFINITIVA

La risposta fornita dalla Regione Lazio all’interrogazione sulla vicenda chiarisce un punto fondamentale: le ricollocazioni delle famiglie provenienti da Via Maria Adelaide 14 erano nate come sistemazioni temporanee nell’ambito dei programmi per l’emergenza abitativa.

Quelle ricollocazioni risalgono al 2021. La disciplina richiamata dalla stessa Regione prevede sistemazioni temporanee per un massimo di due anni, prorogabili di un ulteriore anno. Quei termini sono abbondantemente trascorsi.

Eppure le 29 famiglie di Maria Adelaide vivono ancora in una condizione sospesa.

La cosa ancora più grave è il diverso trattamento rispetto ad altre occupazioni sgomberate negli stessi anni.

Per realtà come Torrevecchia 156 e Viale del Policlinico 137, il percorso si è concluso con il passaggio dalle sistemazioni provvisorie alle assegnazioni definitive.

Anche per le famiglie provenienti da Via del Caravaggio 105-107 risulta in corso un’interlocuzione tra ATER e Roma Capitale finalizzata proprio all’emanazione dei provvedimenti di assegnazione. Roma Capitale aveva richiesto ad ATER i verbali di consegna nel novembre 2024 e ATER li ha trasmessi nell’aprile 2025. Proprio perché il percorso amministrativo è in corso, nei confronti di quelle famiglie ATER non ha inviato diffide al rilascio.

Per Maria Adelaide, invece, il percorso concreto verso l’assegnazione definitiva non risulta nemmeno avviato.

ATER dichiara di aver sollecitato Roma Capitale già dal 2022 e nuovamente il 7 maggio 2026, senza ottenere una soluzione. Nel frattempo sono state inviate alle famiglie richieste di rilascio degli alloggi, definite dalla stessa ATER un “atto dovuto” a causa del decorso dei termini delle assegnazioni temporanee.

C’è però un elemento importante: ATER ha precisato che non è stato avviato alcun recupero forzoso degli alloggi, proprio per consentire alle amministrazioni di individuare una soluzione.

E c’è un altro dato che rende questa situazione ancora più incomprensibile: Unione Inquilini ha già provveduto a integrare, ove necessario, o a far presentare la domanda di alloggio ERP a tutti gli ex occupanti di Maria Adelaide. Tutti i nuclei interessati mantengono i requisiti per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica.

Non siamo quindi davanti a famiglie prive dei requisiti o estranee al sistema ERP. Al contrario, si tratta di nuclei già ricollocati nell’ambito di un intervento pubblico per l’emergenza abitativa, che hanno mantenuto i requisiti e la cui posizione amministrativa è stata aggiornata.

Per questo non si comprende per quale ragione proprio le famiglie di Maria Adelaide siano rimaste le uniche senza un percorso definito verso l’assegnazione definitiva, mentre per altre occupazioni sgomberate il passaggio è già avvenuto e per Via del Caravaggio il procedimento è quantomeno in corso.

Non chiediamo privilegi. Chiediamo parità di trattamento, certezza amministrativa e il completamento di un percorso iniziato cinque anni fa.

BUONO CASA: FAMIGLIE USCITE DAI RESIDENCE E POI LASCIATE SENZA CERTEZZE

Alla mobilitazione parteciperanno anche le famiglie che hanno accettato il Buono Casa del Comune di Roma, spesso dopo essere state spinte a lasciare i residence confidando nella promessa di una soluzione abitativa più stabile.

Oggi molte di quelle famiglie si sentono tradite.

Una misura presentata come strumento di accompagnamento verso l’autonomia abitativa è stata di fatto ricondotta al nuovo sistema della Delibera 185, senza però garantire un passaggio uniforme e sicuro.

La situazione continua infatti a funzionare a macchia di leopardo: ci sono Municipi nei quali la presa in carico da parte dei servizi sociali procede e altri nei quali le famiglie incontrano ostacoli, ritardi o non riescono ad accedere concretamente al percorso.

E soprattutto manca una risposta fondamentale:

Che cosa accadrà quando terminerà il contributo?

Ci sono famiglie che:

– non riescono oggi a fruire del Buono Casa;

– si sono viste negare il contributo;

– rischiano di perderlo dopo dicembre;

– non hanno alcuna certezza di poter accedere successivamente alle misure della Delibera 185.

Persone già in forte difficoltà economica rischiano così di ritrovarsi, tra pochi mesi o tra un anno, nuovamente senza una soluzione abitativa.

Non è accettabile far uscire le famiglie dai residence, convincerle ad affidarsi al Buono Casa e poi lasciarle sole davanti alla scadenza del contributo.

CHIEDIAMO RISPOSTE PRECISE

Per le famiglie di Maria Adelaide chiediamo l’apertura immediata del procedimento necessario a trasformare le sistemazioni provvisorie in assegnazioni definitive, come già avvenuto per altre occupazioni sgomberate e come si sta facendo per Via del Caravaggio.

Per le famiglie del Buono Casa chiediamo continuità del contributo fino all’individuazione di una soluzione stabile, presa in carico effettiva e uniforme da parte dei servizi sociali in tutti i Municipi, garanzie chiare sull’accesso alla Delibera 185 e che nessuna famiglia venga lasciata senza tutela alla scadenza del sostegno.

 Le soluzioni temporanee non possono diventare precarietà permanente.

Unione Inquilini Roma