Comitato ex Mercati Generali—-

Fermatevi che non ci ci fermiamo, ve lo stiamo dicendo chiaramente!

E voi non vi state fermando.

1° luglio 2026, appena 8 giorni fa, il Comune di Roma, acquisito il progetto definitivo per cementificare l’area degli ex mercati generali, progetto, lo ricordiamo, presentato dalla Lamaro spa e da una tra le maggiori società immobiliari al mondo, la texana Hines, che gode di 108 milioni di dollari di capitale israeliano, ha indetto La Conferenza dei Servizi, ovvero quella procedura per mezzo della quale si chiedono a varie istituzioni (dal Ministero della Cultura alla Direzione urbanistica della Regione Lazio, dalle Grandi Opere di Ferrovie dello Stato alla Giunta del Municipio VIII) dei pareri circa la fattibilità del progetto.

Indizione avvenuta il 1° luglio, scadenza della possibilità di inviare pareri il 29 agosto

con esplicita premessa che nulla deve “comportare varianti sostanziali alla concessione” e che, in caso di mancato invio di pareri da parte dei vari uffici interpellati, va bene comunque così:

«L’eventuale mancata comunicazione», leggo testuale, «equivale ad assenso senza condizioni».

Tradotto, «non ci importa niente delle valutazioni di alcun altro ente pubblico, noi il progetto lo realizziamo comunque, e ora prendetevi i caldi mesi estivi in cui gli uffici sono sottodimensionati o chiusi per provare a risponderci».

E qui ci facciamo il compleanno, perché proprio un anno fa, esattamente il 2 luglio , in sordina e protetti dall’afa e dal deserto estivo, avete “illustrato alla cittadinanza il progetto” (lo dite voi, illustrato, che è cosa ben diversa dai processi partecipativi previsti per legge).

Ai vili cittadini una illustrazione in sordina d’estate, ai grandi investitori la presentazione in pompa magna al Mipim, a marzo, sul lungomare di Cannes, dove ben vestiti avete portato in trionfo un enorme cartellone con foto degli ex Mercati Generali con sotto solo una scritta, il suggello della vostra vittoria: 400 milioni di investimento.

Voi Gualtieri, Zevi, Veloccia

voi Abbadessa, Toti

voi che siete nati nell’upper class o, se non ci siete nati, avete strisciato per potervi salire e accomodarvi sullo scranno dei vincenti

voi ora siete infastiditi e quasi stupiti che questi quattro pezzenti velleitari, che questi vili cittadini, miseri militanti, ciarpame nutrito da vetusti ideali di democrazia e giustizia sociale, ora vi stiano ostacolando, vi stiano affrontando a viso a aperto, occhi negli occhi, e vi stiano dicendo:
BASTA, ADESSO BASTA, QUI NON SI PASSA.

Voi, arroganti, abituati a trattarci come sudditi, a sentirvi come Re Sole, indiscussi e indiscutibili padroni delle terre e delle vite di altri uomini, voi che a Re Sole assomigliate pure, gonfi, tronfi, arroganti, che semplicemente avete sostituito l’eleganza del doppiopetto fatto su misura alla parrucca con i boccoli imbiancati di cipria

Voi, che avete studiato, dovete però ricordarvi che la storia è mutevole e che talvolta rende giustizia alla classe subalterna, dovete ricordarvi che alla fine in Francia i re hanno fatto una brutta fine!

Quelli che vedete qui stasera apparentemente sono Comitati separati, gruppi divisi che lottano ciascuno per una vertenza specifica

ma lo dicevo che siete arroganti, e l’arroganza acceca!

lo sapete chi è presente qui? Sì, qui sono presenti:

  • il Comitato civico per la tutela dell’area degli ex Mercati generali;
  • Il Collettivo No Porto
  • il Coordinamento Si Parco, Si Ospedale, No Stadio
  • Il Comitato Ama Montagnola
  • il Comitato difendiamo Tor di Valle dal Cemento
  • il Comitato Dente Cariato
  • Fridays for future Roma
  • la Redazione della trasmissione radiofonica “Le Nuovi mani sulla città”

Ma quello che i vostri occhi miopi non vedono è che in realtà qui è presente una marea montante di persone sempre più consapevoli

persone che ormai hanno imparato a leggere ciò che c’è dietro la cortina fumogena delle belle parole che usate per coprire il massacro sociale e ambientale che state portando avanti: natura, studentati, rigenerazione urbana, “una grande occasione per la città”

Noi a differenza vostra non siamo miopi,
sappiamo ascoltare e sappiamo che tutto questo vuol dire solo una cosa:
difesa degli interessi del grande capitale internazionale, che poi magari vi getta qualche briciola sotto il tavolo che, capo chino, vi abbassate a raccogliere..

io però Sono felice che voi siate ciechi perché non potete vedere che dietro ciascuna delle persone presenti questa sera qui, dietro ciascuna ce ne sono altre dieci, venti, trenta, tutti stretti NON attorno ad una singola vertenza ma uniti in una lotta collettiva contro il vostro modello di città:
UN MODELLO CHE NON È IL NOSTRO E che RIGETTIAMO SENZA ALCUNA MEDIAZIONE.

Stiamo a Porta San Paolo, stiamo accanto alle lapidi che ricordano eroici partigiani, le madri e i padri cui i miei nonni, i miei genitori, io, i nostri figli, i bambini del futuro, dobbiamo la nostra libertà.

La libertà di contrapporci al dominio e allo sfruttamento, la libertà di poterci formare in una scuola pubblica che ci alfabetizza, ci nutre e (quando non sottomessa alle logiche della performance e della competizione) accende il nostro potente spirito critico.

Noi qui non siamo sdraiati in terra imbracciando un fucile come l’8 settembre 1943, ma la determinazione con la quale combattiamo e ci contrapponiamo agli interessi di chi ci vuole dominare per garantire profitti al capitale sono gli stessi, STESSA L’INOSSIDABILE DETERMINAZIONE.

Noi resisteremo, con i nostri corpi e con le nostre intelligenze, e resisteremo almeno un minuto in più di voi.

QUINDI FERMATEVI, PERCHÉ NOI NON CI FERMIAMO!