di Andromeda—-

C’è un luogo nel Lazio dove si festeggia un carnevale ribelle. A Poggio Mirteto in provincia di Rieti ogni anno si festeggia il carnevale nella prima domenica della quaresima. Una tradizione antica ma ancora vivissima, che risale al 1861, quando il popolo di Poggio si autoliberò dal dominio dello Stato Pontificio. Una delegazione di operai, dopo la rivolta, chiese all’autorità locale l’annessione al futuro regno d’Italia e di fronte all’offerta del marchese Pepoli di far passare per Poggio la ferrovia Roma-Orte, chiese invece come premio di poter celebrare ogni anno una festa per ricordare la liberazione dallo Stato Pontificio.

Durante il Risorgimento la popolazione di Poggio Mirteto era stata molto coinvolta nelle azioni militari, che comportarono anche un grande tributo di vite umane. Persino la banda civica musicale partecipò alle battaglie di Monterotondo e Mentana, con la funzione di incoraggiare i Garibaldini e spingerli all’attacco.

Il Carnevale liberato conserva ancora un carattere palesemente anticlericale, che si decise provocatoriamente dall’origine di fissare per la prima domenica di Quaresima, durante la quale invece di digiuni e penitenze si consumano cibi abbondanti e soprattutto a base di carne, naturalmente anche la sospensione delle regole tipica del carnevale tradizionale viene accentuata.

Ogni anno a sancire il carattere anticlericale della festa viene alla fine dato fuoco ad un pupazzo, che rappresenta qualche esponente della Chiesa di Roma