di Barbara Tamanti—-
Il disegno di legge in materia di “caregiver familiare” non è piaciuto proprio agli stessi caregiver italiani che lamentano come in questo Ddl non si sia considerata affatto la vera essenza dei bisogni degli interessati.
Per capire questa legge, peraltro attesa da anni, va chiarito in primis cosa si intende per caregiver. Il caregiver è la persona che “ha cura di un proprio familiare che versa in condizioni di disabilità grave o gravissima” senza rispettare un orario “di lavoro” e con assoluta e totale dedizione. E’, dunque, un puro atto di amore verso la persona bisognosa l’unica spinta che motiva il prendersene cura, e questo pagando un costo altissimo in termini di vita personale, visto che spessissimo viene messa in secondo piano la propria realizzazione umana e sociale.
Tutto questo fino a pochi anni fa veniva fatto senza tutele o rispetto dei diritti, insomma senza alcun riconoscimento “per legge”, ragion per cui le aspettative verso questo “ddl” erano altissime. Queste le criticità che, secondo i caregiver, non sono state del tutto risolte da questa legge:
- i fondi messi a disposizione sono pochi risultando, quindi, del tutto inefficaci ad un eventuale sostegno economico a beneficio del “caregiver” che per svolgere la sua “attività” non può lavorare
- la legge, tutta, manca di una “visione” sul riconoscimento del caregiver proprio come “lavoratore”. Da anni chi conduce questa battaglia sostiene che il caregiver deve essere riconosciuto come un lavoratore a tutti gli effetti e garantendo tutte le garanzie previste, visto che la sua attività sopperisce ad una carenza della Sanità pubblica che, non essendo in grado di attuare le iniziative di cura domiciliare verso questi pazienti, fa ricadere questo onere sulle famiglie ma …in modo praticamente gratuito!
- alcuni provvedimenti mirano a risolvere situazioni nelle quali per brevi periodi di assenza del caregiver si utilizzi la forma di ricovero del paziente in una struttura, ma sono palliativi
- il “ddl” demanda la soluzione di molte questioni ai Comuni e ciò determina sicuramente una disparità/diseguaglianza territoriale visto che la gestione della Sanità è regionale quindi diversa tra Regioni e Regioni!
La situazione attuale in Italia stima in circa 7 milioni i caregiver, di cui 2 milioni impegnati in assistenza e cura continuativa, 24 ore su 24, senza avere diritto a periodi di riposo, o ferie, o assenza per malattia.
Pur accogliendo questo ddl come un primo “debole” passo ci chiediamo, però, come mai dopo tanta attesa la montagna ha partorito il topolino? si poteva e si doveva fare di più soprattutto tenendo conto di tutte le richieste che da anni i caregiver fanno e che avrebbe potuto produrre una legge sicuramente migliore.
Proprio per questo, per denunciare una legge approssimativa e che risolve ben poco, i caregiver familiari saranno in presidio a Piazza del Popolo a Roma il 27 gennaio prossimo dalle ore 10, al quale seguirà una Conferenza Stampa a Montecitorio.
Non possiamo che sostenerli, augurandoci che le loro ragioni vengano ascoltate per potenziare una legge che potrebbe davvero essere un punto di svolta per migliorare definitivamente la condizione di chi vive situazioni drammatiche, e di continua emergenza, all’interno della propria casa e della propria vita.

