di Loredana Fraleone—-

Anche in questo periodo, in cui il clima non ha certo favorito le uscite all’aperto o le riunioni al chiuso, in quasi tutto il Lazio si sono moltiplicate le iniziative, oltre ad alcune grandi manifestazioni nazionali, contro il genocidio in atto in Palestina, contro il riarmo e l’aumento dei suoi costi, a scapito della spesa per i bisogni fondamentali.

Sicuramente è un bene, ma quasi sempre si tratta di iniziative di singole forze o di piccole aggregazioni, che non puntano però alla costruzione di un movimento di massa duraturo, che possa incidere sull’orrore di Gaza, sul pericolo di una guerra totale, di un’ulteriore espropriazione di quel poco di diritti garantiti, che ci sono rimasti, sempre più spinti nelle fauci del mercato.

Per creare la possibilità di un vasto movimento di massa, nazionale ed europeo contro il riarmo, l’aumento degli investimenti per la NATO al 5%, l’aumento delle disuguaglianze, è necessario costruire una rete di comitati territoriali che su questi obiettivi, facciano un lavoro di informazione corretta, a fronte di scientifiche quanto clamorose bugie diffuse dai media, promuovano iniziative pubbliche, il boicottaggio dei prodotti israeliani, un’aggregazione popolare che vada al di là di forze organizzate e tanto altro. Non solo a Roma, ma in molte realtà della nostra Regione vi sono le condizioni per realizzare ciò che ormai non è solo necessario, ma vitale per la sopravvivenza di diritti e umanità.

Rifondazione Comunista si sta muovendo in molti territori perché nascano questi comitati plurali, ma chiari negli obiettivi, che oltre tutto rispecchiano il senso comune di gran parte della popolazione.