di Roberta Cecili—-

La Regione Lazio ha dato mandato al suo Assessore all’Urbanistica, Politiche abitative, Case popolari e Politiche del Mare, Pasquale Ciacciarelli, di preparare una bozza di riforma della gestione delle “case popolari” Ater che preveda, per gli inquilini, un contratto di affitto di stampo privatistico, il 4+4 attualmente in vigore nelle transazioni tra privati, al termine dei quali il locatario dovrà dimostrare di avere ancora i requisiti idonei all’affitto dell’alloggio.

Con questa operazione l’Amministrazione Rocca intende cambiare profondamente quella che è la mission di Ater, che ha il compito sociale di gestire il patrimonio residenziale pubblico senza scopo di lucro, facendola diventare un’agenzia immobiliare che si adegua alle esigenze del mercato, piuttosto che alle difficoltà di una parte della popolazione impossibilitata a pagare un canone di libero mercato, mettendo a reddito il suo patrimonio pubblico.

Inoltre un articolo di questa insensata riforma prevede che il futuro locatario debba produrre l’ISEE per dimostrare il suo diritto all’alloggio popolare e la sua solvibilità (questo ogni scadenza di contratto) e al quarto mese di morosità (anche incolpevole) scatterà lo sfratto.

Per ultimo la norma in preparazione prevede che chi abbia occupato in modo ritenuto abusivo un alloggio popolare o privato dopo il 2014 non abbia diritto ad entrare in graduatoria per l’assegnazione di un alloggio ERP.

Risulta chiaro che una simile operazione è devastante poiché oltre ad essere punitiva verso le centinaia di persone che ad oggi vivono in “occupazioni”, soprattutto a Roma, cambia totalmente la ragione sociale di un Ente che da sempre si occupa di coprire un vulnus qual è la difficoltà per molti di pagarsi un affitto a condizioni di libero mercato offrendo un patrimonio pubblico ad un prezzo possibile, così come è chiaro che non sembra essere nelle intenzioni della Regione Lazio quella di risolvere l’emergenza abitativa che si consuma da anni sul nostro territorio.

I movimenti per il diritto all’abitare ed i sindacati degli inquilini assegnatari sono già sul piede di guerra in un conflitto che nei prossimi mesi li vedrà scendere in piazza per continuare a difendere un diritto sacrosanto e previsto dalla nostra Costituzione, quello del diritto all’abitare.