di Unlike *—-
Ci hanno detto che arriva la checklist. Bene. La Guardia costiera di Civitavecchia ha annunciato una procedura preventiva di verifica ambientale per le navi in arrivo, che varrà anche per Fiumicino, Gaeta, Ponza, Anzio e Terracina. Ai comandanti si ricordano motori e generatori in regola, combustibili gestiti come si deve, rispetto delle norme su emissioni, inceneritori e rumori. Soprattutto di notte, quando le navi restano ferme in banchina e i motori no.
Poi arrivano i numeri. O meglio, un numero solo: oltre cinquanta verifiche dall’inizio del 2026, con irregolarità su “alcune unità” che hanno dovuto fare adeguamenti tecnici prima di ripartire.
Alcune. Quante? Dove? Con quali valori misurati? Con quali multe, quali fermi? Silenzio. E attenzione: quel totale riguarda tutto il Lazio, non Fiumicino. Chi lo spaccia come dato nostro sbaglia.
Intanto le regole ci sono già. Dal maggio 2025 il Mediterraneo è zona di controllo delle emissioni di zolfo: combustibili con non più dello 0,10% di zolfo, salvo sistemi equivalenti approvati. Quindi la checklist non inventa nulla. Ricorda obblighi che esistono già. Ed è giusto farlo. Ma ricordare non basta: bisogna dimostrare.
L’aria che respira chi vive a Isola Sacra, a Fiumicino centro, a Focene, è un bene comune. Non è una voce di bilancio delle compagnie di navigazione. E un bene comune si difende con la trasparenza, non con i comunicati vaghi.
Chiediamo tre cose semplici:
- La pubblicazione integrale della checklist.
- Un bilancio dei controlli diviso per porto, tipo di irregolarità e provvedimento adottato.
- Dati aggiornati e accessibili a tutti, non solo agli addetti ai lavori.
Nessuna caccia alle streghe. Chi controlla fa il suo lavoro e va rispettato. Ma i cittadini hanno diritto di sapere come va a finire.
Vogliamo uno studio epidemiologico serio e subito
*postato su Fb il 18 ottobre 2026
