di Maria Vittoria Molinari *—–
Il 15 ottobre abbiamo deciso di mettere le tende a piazza dei Cinquecento. Lo abbiamo deciso perché stiamo vivendo una grave crisi economica e sociale che si è manifestata anche con una grave crisi abitativa che ha gettato nella disperazione migliaia di affittuari e mutuatari.
I dati pubblicati dal ministero degli interni sono drammatici .
Nel 2025 sono state emesse 35 Mila richieste di esecuzione.
A queste si aggiungano i 75 mila immobili finiti all’asta.
Insomma una crisi che si trascina da tempo e che nonostante le denunce che come Asia-Usb portiamo avanti da anni rispetto al tema dell’abitare, è con la morte di Maricarmen che si sono accesi i riflettori e la scintilla della rabbia.
In realtà anche noi abbiamo avuto nel 2018 la storia di Paola di 75 anni sgomberata da una casa del comune di Roma senza avere alcuna soluzione.
Il prossimo 28 ottobre Pietro di 87 anni potrebbe essere sfrattato da una proprietà di Enasarco.
E ancora, la Cassa Forense che detiene centinaia di appartamenti chiusi ma vuole sfrattare decine di famiglie tra cui una donna centenaria.
Dunque, i vari settori dell’abitare e cioè dal privato agli enti previdenziali gestiti da fondi immobiliari, risentono della crisi abitativa senza che la politica sia in grado di dare una risposta. E volutamente non dà la risposta. Altrimenti dovrebbe restituire agli enti previdenziale la funzione sociale che hanno sempre avuto dalla loro nascita togliendo il potere ai fondi immobiliari, dovrebbe approvare una legge per il controllo degli affitti mettendo così dei limiti all’utilizzo della proprietà privata. Dovrebbe realizzare almeno un milione di alloggi pubblici per garantire il fabbisogno del nostro paese e avere così anche un effetto di calmierazione sugli stessi affitti privati. Insomma, sono soluzioni concrete che da anni proponiamo ad una politica sorda ai bisogni reali della maggior parte della popolazione. E allora per questo abbiamo deciso di creare la Piazza della Dignità in nome di Maricarmen e di tutte quelle persone che non hanno avuto e non hanno voce.
È una piazza che lotta contro il carovita, contro gli affitti e i mutui improponibili, che è diventata un luogo di discussione e di condivisione con gli studenti, con il movimento di lotta per il diritto all’ abitare, con gli agricoltori che ci hanno raccontato la grave crisi quasi irreversibile per molti di loro.
È una piazza che arriverà con le tende ben piantate al 30 ottobre giorno in cui l’USB ha proclamato lo sciopero generale contro la guerra e il carovita.
Ma anche dopo il 30 ottobre continueremo la nostra battaglia perché da Madrid è stato gettato quel sasso che ha smosso lo stagno. Noi abbiamo lanciato il nostro, confidando che dallo stagno della rinuncia emerga, invece, quella solidarietà e unità necessarie per riprenderci la Dignità!
*Esecutivo nazionale ASIA – Usb
