di Loredana Fraleone—-

Ancora una volta la “Sumud Flotilla” ha acceso i riflettori sull’insostenibile situazione di Gaza, sull’ignobile perseveranza di Israele e di chi la sostiene nella prosecuzione del genocidio dei Palestinesi, attraverso il blocco degli aiuti necessari, tra cui acqua, cibo e medicinali, oltre che per uccisioni mirate e pretestuose. L’intervento israeliano, questa volta a circa mille miglia marine da Gaza, ha bloccato e fermato alcune imbarcazioni, sbarcando gli equipaggi, dopo averli arrestati e maltrattati, nell’isola di Creta (in territorio europeo quindi) e tradotto alcuni ad Israele.

E’ stata l’indignazione per quest’ultima azione e il sostegno all’azione della flottiglia, nata per portare gli aiuti negati alla Striscia, con grande valore simbolico, a innescare una nuova massiccia reazione di chi non si rassegna ad assistere impotente a un genocidio in diretta.

Questa volta di fronte ai numerosi italiani e italiane arrestati, 22 su 175, il governo italiano insieme alla Germania e alla commissione UE ha protestato, mentre solo qualche giorno fa il Parlamento europeo ha votato, a larga maggioranza, contro il varo di sanzioni ad Israele, che proprio perché  impunita  continua a violare ogni trattato internazionale e convenzione umana. I parlamentari italiani hanno votato in gran parte contro le sanzioni, quelli del centrodestra e anche buona parte di quelli del PD, continuando la complicità con lo Stato genocida.

Le reazioni al nuovo attacco israeliano alla flottiglia del 2026 sono state immediate e di massa, in Italia e nel mondo. Anche nel Lazio ci sono state manifestazioni a seguito delle notizie sugli arresti dei 175 componenti della Flottiglia. A Roma migliaia di persone si sono mobilitate in pochissimo tempo, a Viterbo dove ogni sabato si riunisce da mesi un presidio per la Palestina e contro la guerra, il 30 giugno le presenze abituali si sono triplicate ed è stato consegnato in Prefettura il documento descrittivo degli obiettivi della Flottiglia.

La mobilitazione continua e i riflettori, che a causa dell’aggressione all’Iran da parte di USA e Israele, si erano rivolti alla grave crisi che coinvolge anche economicamente quasi tutto il mondo, si sono di nuovo spostati anche su Gaza, dove si continua a soffrire e a morire.

Mentre si chiede la liberazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek, i due attivisti torturati e portati ad Israele, la “Sumud Flotilla” è pronta a ripartire, portando con sé la nostra indignazione e la mobilitazione perché cessino le sofferenze del popolo palestinese.