di Loredana Fraleone—-
Piazza Sandro Pertini, un luogo periferico e poco visibile della città, ha vissuto con partecipazione la presentazione della lista “Progetto Sangallo” con Francesco Romito candidato sindaco, sostenuto da Rifondazione Comunista e la lista civica Sangallo. Un luogo periferico, ma popolare, che non a caso ha visto una grande affluenza di cittadine e cittadini alla presentazione del candidato a sindaco e dei candidati delle liste che lo sostengono. Molto mirati sui contenuti e appassionati gli interventi dei candidati e delle candidate improntati alla voglia di cambiamento e a quella progettualità, che potrebbe risollevare le sorti di una città lasciata al degrado dall’attuale giunta di centrodestra.
Civita Castellana è una piccola città, ma molto importante per la creazione di ricchezza della Tuscia e della Regione Lazio, essendo la sede del più grande distretto ceramico sanitario d’Italia.
Oggi il settore soffre le conseguenze della crisi energetica, dovuta alla guerra, ma da tempo le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici sono progressivamente peggiorate, come in tutti i settori produttivi del resto, con l’aumento dello sfruttamento, la riduzione salariale, il precariato come fenomeno crescente.
In questo contesto, l’attenzione al lavoro è uno dei punti centrali della lista Sangallo, insieme alla tutela dei diritti fondamentali e al rilancio turistico di una città che ha molto da offrire anche dal punto di vista artistico.
Rifondazione Comunista è rappresentata dal circolo “Enrico Minio”, il cui nome ricorda il sindaco più popolare e importante della storia operaia della città, colui che a Civita costruì un vero e proprio governo sociale a favore delle classi subalterne.
Minio subì il carcere più volte durante il fascismo e dopo la sua caduta fu eletto deputato alla Costituente. Nel 1949 divenne sindaco di Civita Castellana, dopo aver affrontato le drammatiche vicende seguite all’attentato a Togliatti. Nel luglio del 1948 a Civita Castellana, durante una vera e propria rivolta popolare, a seguito dell’attentato, rimase ucciso un carabiniere. La repressione fu molto dura, operai e dirigenti del PCI e della CGIL furono incarcerati, alcuni per anni, anche se i fatti non furono del tutto accertati, di conseguenza le fabbriche rimasero persino sprovviste di manodopera.
La lunga storia di Civita Castellana ribelle, dal Medioevo nei confronti dello Stato della Chiesa, nel 1848 a difesa della Repubblica Romana, nella Resistenza al nazi-fascismo, merita un riconoscimento civile, una rinascita dalle cattive amministrazioni del centrosinistra e del centrodestra degli ultimi anni. “Progetto Sangallo” è nato con questo scopo.
