Operatori e Operatrici della scuola—- 

L’inizio di questo nuovo anno scolastico si svolge in un contesto drammatico segnato da un genocidio in corso e da un’escalation bellica senza precedenti.

Il popolo palestinese è vittima di un’ operazione di sterminio ripresa in diretta e trasmessa da tutti i media, un’operazione che vede la complicità di tutti i governi occidentali compreso il nostro.

La guerra in Ucraina rischia di innescare scenari impensabili fino a poco tempo fa e difficilmente controllabili. Tutto ciò incide sulle nostre coscienze e sulle nostre vite.

Le scelte della UE e del nostro governo non vanno nella direzione della pace, ma alimentano i venti di guerra, anche attraverso l’aumento delle spese militari ed i conseguenti tagli all’istruzione ed allo stato sociale. Sono politiche scellerate e senza futuro, che rispondono solo agli interessi di pochi, alla crescita dei profitti dell’ apparato industriale militare, a scapito del bene comune, degli equilibri naturali del pianeta, della nostra capacità di restare umani.

Restare in silenzio significherebbe solo essere complici ed è perciò che sosteniamo tutte le iniziative contro la guerra, la militarizzazione della scuola e della società, volte a promuovere una cultura di pace ed ispirate ai valori della Costituzione nata dalla Resistenza antifascista. Sosteniamo l’iniziativa della Global Sumud Flotilla volta a costruire un corridoio umanitario verso la popolazione di Gaza e rivendichiamo il diritto di poter parlare a scuola di quanto sta accadendo nel mondo che ci circonda.

Non è il momento di restare in silenzio, ma di costruire insieme un percorso di mobilitazione unitaria per fermare la barbarie e costruire un’alternativa possibile e necessaria.

Firmato “Operatori e operatrici della scuola”