di Loredana Fraleone—-
In tutte le province del Lazio sono stati costituiti i comitati per i referendum e fervono le iniziative per spiegarne i contenuti e l’importanza, con assemblee, volantinaggi, iniziative di ogni genere.
La CGIL regionale assicura un efficace coordinamento delle tante iniziative in tutto il Lazio, ma l’impresa è molto difficile nell’assenza di una visibilità mediatica, soprattutto televisiva, che possa rendere di massa un senso comune, per cui rendere il lavoro meno precario e rischioso, individuare responsabilità nelle ditte che usano il subappalto in modo spregiudicato, accorciare i tempi per ottenere la cittadinanza italiana, siano individuati come conquiste o riconquiste di diritti sacrosanti.
E’ necessario perciò, di fronte ad una occasione straordinaria, mettere in campo un’attività straordinaria, che ci consenta di raggiungere una gran parte della popolazione e convincerla ad usare lo strumento referendario, che la mette direttamente nella possibilità di decidere sulle proprie condizioni di vita e di lavoro, evidenziando bene i contenuti a prescindere da chi li ha promossi .
E’ necessario inventare anche nuove modalità di comunicazione, soprattutto verso quel mondo del lavoro ripiegato su se stesso da anni di sconfitte e che fa fatica a rialzare la testa, anche per il livello di ricattabilità a cui lavoratori e lavoratrici sono oggi sottoposti e che proprio alcuni dei quesiti referendari potrebbero riscattare.
E’ necessario un surplus di militanza, che riesca a far percepire il referendum come una risposta a un padronato e a un governo sempre più repressivi e arroganti, in un andamento che si può fermare solo introducendo elementi d’inversione di tendenza, di cui l’atto più semplice e immediato è quello di andare a votare.
