di Loredana Fraleone—-
“Come scuola mettiamo sempre in atto le procedure previste”, ha dichiarato Beatrice Tempesta, la dirigente dell’Istituto “C. Rosatelli” , aggiungendo che l’azienda dove è rimasto ferito lo studente dell’ITIS, “è una di quelle con le quali abbiamo rapporti consolidati da anni”. Secondo la preside, è stata possibile una “svista”, quindi un errore umano. Non è venuto in mente alla dirigente che un diciassettenne inesperto, che non conosce la macchina alla quale è stato messo a “lavorare”, sia fuori posto, che non debba proprio stare in un luogo di lavoro con tutte le insidie che questo comporta. Per di più, secondo un articolo de “Il Messaggero”, i soccorsi sono arrivati solo dopo l’arrivo del padre di Samuel.
Gli infortuni sui luoghi di lavoro sono in aumento, in relazione con il peggioramento delle condizioni generali che subiscono lavoratori e lavoratrici. Siamo di fronte a un bollettino quotidiano di guerra, quella che le imprese stanno conducendo contro il mondo del lavoro. Dall’introduzione dell’alternanza scuola-lavoro, questo fenomeno riguarda anche studenti che dovrebbero stare a scuola, ad acquisire strumenti validi per conoscere e interpretare il mondo e magari anche cambiarlo se è finalizzato al profitto di pochi, che uccide, rende invalidi, ferisce le persone e l’ambiente.
Ma i governi di centrodestra e centrosinistra, piegati alla religione dell’impresa e del profitto, hanno operato per rendere le scuole luoghi di puro addestramento al lavoro e a una società dove prevalga la speranza di superare una subalternità individuale, dove l’ingiustizia non sia percepita come un fattore umano ma un dato naturale.
Auguri a Samuel, perché torni presto nel luogo dove devono stare i minorenni, in una scuola che sappia riflettere su quanto accaduto e sulle sue cause.
