di Giulia Pezzella—-
Dal 8 al 20 dicembre il Liceo Manara di Roma è stato occupato dal collettivo “per criticare le dinamiche di un sistema autoritario” e proporre un’alternativa che hanno esposto in un articolato documento elaborato in assemblea.
Alla repressione di Stato a qualsiasi forma di dissenso rispondono creando “spazi di libertà”, al militarismo europeo e Nato sostenuto dai mass media contrappongono l’autoformazione e la libera informazione per lo sviluppo di un pensiero critico, ma soprattutto rivendicano il loro modello-Manara: un luogo aperto e di confronto, dove non c’è spazio per l’aziendalizzazione della scuola che si manifesta tra gerarchie e PCTO imposte dai governi degli ultimi 20 anni.
Non si è sentito parlar di loro fino a pochi giorni fa quando due consiglieri leghisti hanno chiesto di accedere all’interno della scuola per verificare i danni e soprattutto la presenza di uno striscione contro lo Stato (relativo alla morte di Remì Elgaml) e un murale che, secondo loro, inciterebbe alla violenza.
Puntuale la risposta del Dirigente Scolastico pubblicata sul sito della scuola (intervento di manutenzione generale inferiore ai 4mila euro, che include anche i danni causati dall’occupazione ma soprattutto altro, lo striscione è stato esposto durante una ricreazione e tolto dagli stessi autori subito dopo, il murale è stato realizzato lo scorso anno).
Non si capisce perché sarebbero dovuti entrare i rappresentanti leghisti a controllare cosa. E così la vicenda del Manara è diventata un’interrogazione parlamentare al ministro Valditara con richiesta, ovviamente, di pene esemplari.
In questa vicenda appare evidente che c’è qualcosa di poco chiaro: nel liceo di Monteverde non è successo nulla di diverso da quanto è accaduto in altri licei della Capitale, l’occupazione è stata gestita in modo responsabile dalle studentesse e dagli studenti che hanno solo esercitato il loro diritto di critica e avanzato le loro proposte.
E allora? Non sarà forse che bisognava in qualche modo punire le alunne e gli alunni di quel liceo che aveva fatto un flash mob per la Palestina diventato virale in rete? A chi conosce le geometrie abitative di Roma questa interpretazione sembrerà quanto meno plausibile…
