di Francesca Malara—-

Venerdì 13 dicembre, nonostante la pioggia battente, siamo riuscit@ a partecipare al corteo cittadino ROMA NON E’ UN ALBERGO, organizzato dal Social Forum per l’Abitare, un movimento composto da associazioni, atttivist@, enti del terzo settore, universitari, sindacati e partiti, nato per reclamare il diritto all’abitare in una città sempre più espulsiva ed escludente nei confronti della popolazione più fragile e precaria dal punto di vista economico. Roma sta diventando sempre di più una città per ricchi e per turisti considerando l’eccessiva turistificazione (soprattutto con l’apertura del Giubileo), la mancata attuazione del “piano casa”, i tagli nazionali e regionali alle famiglie per sostenere i costi degli affitti, la mancanza di studentati pubblici e  l’ultima minaccia rappresentata dal DDL Sicurezza che punirà le occupazioni. Ad aggravare il tutto l’impennata degli affitti brevi, l’edilizia popolare che cade a pezzi, il lentissimo scorrimento delle graduatorie ( a Roma nel 2024 sono stati assegnati solo 86 alloggi a fronte di una lista composta da 18606 famiglie) e la mancanza dei piani di  emergenza per i senza dimora.

Queste alcune delle proposte che state avanzate:

●        moratoria degli sfratti subito, in occasione del Giubileo

●        necessità di amministratori/trici che  abbiano il coraggio di attuare serie politiche di edilizia pubblica e sociale, normate da una legge quadro.

●        necessità di riempire gli immobili vuoti di proprietà dei Comuni o del Demanio, che possano essere riutilizzati per affrontare l’emergenza abitativa o avviare dei progetti sociali

●        rifinanziamento del Fondo nazionale Affitto e del Fondo nazionale Morosità Incolpevoli

●        regolamentazione severa per contrastare le  piattaforme speculative del turismo.

A queste richieste si potrebbe rispondere utilizzando i soldi del PNRR, per esempio. Quelli previsti  per ristrutturare l’ERP dove sono finiti?

Dalla manifestazione arriva un messaggio chiaro al Sindaco e all’Amministrazione Comunale: è necessario un cambio di passo nelle politiche abitative. Questa manifestazione è solo l’inizio di un percorso più ampio per ottenere una città più equa e inclusiva. NON CI FERMIAMO, PERCHÉ LA CITTÀ È DI CHI LA VIVE!

Basta precarietà, il diritto alla casa è un diritto di tutte e tutti!!!